O Capitano, mio Capitano!
Alle scorse elezioni europee, questa citazione di Walt Withman risuonava ovunque. Anche se ben pochi sapevano chi fosse il poeta americano, e qualcuno, al massimo, avesse una vaga memoria del film “L’attimo fuggente”.
Però, allora, il Capitano c’era. E trainava quella che sembrava essere l’inarrestabile corsa di una Lega, ormai non più confinata al Nord, ma diffusa su tutto il territorio nazionale.
Fu un clamoroso successo, oltre il 30%.
Ma un successo effimero.
L’ombra incombente del Papeete. E, soprattutto, l’appoggio al Governo Draghi. Alle politiche sulla pandemia, alla strozzatura economica. Alla svendita dell’Italia.
Un patrimonio di credibilità dilapidato in pochi mesi.
Ad onor del vero, il Capitano non sembrava convinto. Anzi, di tanto in tanto, ritrovava accenti del passato. Tornava ad essere quello che era.
Ma era ormai spento. Imbrigliato dai “governativi” del suo stesso partito. Giorgetti, Zaia…tra i più zelanti ad applicare le volontà del Draghi rampante.
E il Capitano restò senza seguito. Un triste e precoce tramonto, con solo pochi fedelissimi ad invocarlo.
Ma ora il nostro Capitano ha tirato fuori la sciabola. O, se vogliamo, il coniglio dal cappello. Anche se il paragone è quanto mai improprio. Perché il Generale a tutto può essere paragonato, tranne che a un coniglio. Con un curriculum bellico impressionante, e diverse onoreficenze conquistare in tutti i teatri di guerra.
Bel colpo, Capitano, ovvero Matteo Salvini!
Ogni giorno che passa, l’operazione Vannacci – osteggiata e temuta da molti anche all’interno della Lega- si rivela sempre più efficace.
Il Generale sta facendo da traino. Sempre più candidati leghisti fanno a gara per associarsi a lui nei ticket elettorali. Al pubblico piace. E, nonostante il silenzio dei sondaggi, sembra che la Lega stia recuperando terreno.
Già, la Lega…ma che Lega sarà da ora in poi?
Perché è chiaro che il Generale non ha alcuna intenzione di ritirarsi nel lussuoso Resort del Parlamento Europeo.
È sceso in campo. E, come già ho scritto, ha tutte le intenzioni di continuare. Di giocare un ruolo importante nella politica italiana. Ha le carte per farlo. Capacità, personalità, legami ed amicizie internazionali. Anche, forse soprattutto, oltre-Atlantico.
Ma, in questo caso, la Lega cambierà pelle. O, probabilmente, verrà assorbita, in tutto o in parte, in un altro soggetto. Più complesso e…nazionale.
E Salvini?
Beh, quando scendono in campo i generali, ai capitani non resta che sbattere i tacchi e mettersi sull’attenti.


