“Squadra che vince non si cambia”. Andrea Crippa, parlamentare leghista noto soprattutto per farsi intervistare in continuazione dai finti colleghi di Striscia la Notizia, è riuscito a trovare la frase giusta nel suo cospicuo bagaglio culturale. Il riferimento è alla Sardegna, dove Salvini e Crippa vorrebbero riproporre, alle imminenti elezioni regionali, il governatore uscente, Solinas. Mentre i meloniani preferirebbero un cambio, candidando il loro Truzzu, attuale sindaco di Cagliari.
Il problema è proprio nella dichiarazione di Crippa. Squadra che vince. Ma che vince cosa? Solinas, indubbiamente, ha governato male. Magari non solo per colpa sua ma anche degli alleati che hanno imposto assessori imbarazzanti. La squadra, però, è da cambiare. Ed il primo a pagare, nel calcio da cui Crippa ha tratto la sua geniale dichiarazione, è l’allenatore.
In realtà, inizialmente era d’accordo pure Salvini. Perché l’alleanza di PD e 5 Stelle sul nome della pentastellata Todde non lasciava scampo al centrodestra. Dunque meglio mandare alla sconfitta il candidato meloniano. Poi, però, a sinistra è sceso in campo anche l’ex presidente Soru e, di conseguenza, il successo della Todde è diventato più difficile. E Salvini ha deciso che, se c’erano chances di vittoria, allora era meglio riprovarci con Solinas.
Idee e programmi? Macchè. Solo nomi e poltrone.
Ovviamente la Sardegna è solo una pedina in un grande gioco di sedie e strapuntini nel centrodestra. Meloni vuole il Veneto, al termine del mandato di Zaia. E, per ottenerlo, deve stravincere alle europee, con un grande vantaggio sulla Lega salviniana. In teoria non sarà difficile. La Lega è bravissima a sbagliare le candidature e le ultime vicende verdiniane non aiutano certo a recuperare lo svantaggio. Sul fronte opposto, però, non mancano i pistola con il revolver a danneggiare l’immagine di lady Garbatella, osannata dai media del Sistema oligarghico.
Ma le difficoltà di Salvini non possono essere addossate solo ai media. Se i suoi alleati in Europa godono di sondaggi addirittura entusiasmanti, mentre la Lega è in declino, forse non è colpa dei giornalisti bensì di una classe dirigente inadeguata a Roma ed imbarazzante sul territorio. E se per Crippa la squadra di Solinas è vincente, allora magari considera competenti anche alcuni responsabili culturali della Lega a Roma e nelle Regioni. E si capisce perfettamente la ragione del calo dei consensi.
Il centrodestra alla guerra dei governatori
“Squadra che vince non si cambia”. Andrea Crippa, parlamentare leghista noto soprattutto per farsi intervistare in continuazione dai finti colleghi di Striscia la Notizia, è riuscito a trovare la frase giusta nel suo cospicuo bagaglio culturale. Il riferimento è alla Sardegna, dove Salvini e Crippa vorrebbero riproporre, alle imminenti elezioni regionali, il governatore uscente, Solinas. Mentre i meloniani preferirebbero un cambio, candidando il loro Truzzu, attuale sindaco di Cagliari.
Il problema è proprio nella dichiarazione di Crippa. Squadra che vince. Ma che vince cosa? Solinas, indubbiamente, ha governato male. Magari non solo per colpa sua ma anche degli alleati che hanno imposto assessori imbarazzanti. La squadra, però, è da cambiare. Ed il primo a pagare, nel calcio da cui Crippa ha tratto la sua geniale dichiarazione, è l’allenatore.
In realtà, inizialmente era d’accordo pure Salvini. Perché l’alleanza di PD e 5 Stelle sul nome della pentastellata Todde non lasciava scampo al centrodestra. Dunque meglio mandare alla sconfitta il candidato meloniano. Poi, però, a sinistra è sceso in campo anche l’ex presidente Soru e, di conseguenza, il successo della Todde è diventato più difficile. E Salvini ha deciso che, se c’erano chances di vittoria, allora era meglio riprovarci con Solinas.
Idee e programmi? Macchè. Solo nomi e poltrone.
Ovviamente la Sardegna è solo una pedina in un grande gioco di sedie e strapuntini nel centrodestra. Meloni vuole il Veneto, al termine del mandato di Zaia. E, per ottenerlo, deve stravincere alle europee, con un grande vantaggio sulla Lega salviniana. In teoria non sarà difficile. La Lega è bravissima a sbagliare le candidature e le ultime vicende verdiniane non aiutano certo a recuperare lo svantaggio. Sul fronte opposto, però, non mancano i pistola con il revolver a danneggiare l’immagine di lady Garbatella, osannata dai media del Sistema oligarghico.
Ma le difficoltà di Salvini non possono essere addossate solo ai media. Se i suoi alleati in Europa godono di sondaggi addirittura entusiasmanti, mentre la Lega è in declino, forse non è colpa dei giornalisti bensì di una classe dirigente inadeguata a Roma ed imbarazzante sul territorio. E se per Crippa la squadra di Solinas è vincente, allora magari considera competenti anche alcuni responsabili culturali della Lega a Roma e nelle Regioni. E si capisce perfettamente la ragione del calo dei consensi.
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