Il cibo come strumento per il controllo sociale

25 Agosto 2026

“La bistecca partecipa della stessa mitologia sanguigna del vino. È il cuore della carne, la carne allo stato puro  e chiunque se ne cibi assimila forza taurina”.

Così il semiologo Roland Barthes, nel suo Miti d’oggi, spiegava il ruolo fondamentale della bistecca, non solo della carne, nell’alimentazione francese degli Anni 60. Quando la Francia era ancora la Francia.

Ed ora? Vanni Codeluppi, nel suo Il primo libro di sociologia dei consumi, cita un lavoro dello psicologo francese Paul Ariès, I figli di McDonald’s, in cui si sostiene che la catena di fast food convince i consumatori che loro offrono un modello culturale femminile e materno che soddisfa l’ancestrale bisogno di regressione e protezione presente negli esseri umani.

Non è un problema di poco conto. Perché favorisce un ritardato sviluppo dell’individuo sul piano psichico. “Questa forma di alimentazione è concepita per impedire l’espressione di qualsiasi forma di aggressività, ma questa censura si rivela pericolosa perché l’incapacità di distruggere equivale a quella di amare”.

Sarebbe interessante uno studio per valutare quanti femminicidi o anche quante violenze abbiano come responsabili i frequentatori di fast food o i consumatori di cibo considerato politicamente corretto.

Ma gli effetti nocivi provocati dal cambiamento degli stili alimentari vanno oltre gli aspetti violenti. E portano alla stessa negazione del cibo come alimento, trasformato in uno spettacolo da mostrare sui social, una sorta di porno food.

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