Il degrado estetico

31 Luglio 2024

 

 

Ancora sulla Cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi. Ma a mente fredda. E solo come spunto di riflessione.

 

Non mi voglio addentrare nelle polemiche su quell’Ultima cena in stile Drag Queen, che secondo i difensori della kermesse sarebbe invece un Banchetto degli Dei. Con tanto di Dioniso obeso e palesemente…fluido.

Lascio da parte le polemiche religiose. Ideologiche. E non è mio mestiere analizzare le paranoie di Macron e del suo entourage, come ha già fatto da tempo, e benissimo, Adriano Segatori

 

Mi limito, però, ad osservare che questa, cosiddetta, Cerimonia di apertura ha offeso tutti. Cristiani, musulmani sciiti e sunniti, neopagani. Che hanno alzato forti voci di protesta. Con l’eccezione di Bergoglio. Silente, forse perché doveva farsi perdonare certe uscite estemporanee sulla…frociaggine.

 

Tuttavia non solo i religiosi. Anche molti, moltissimi laici, agnostici, atei sono rimasti sconcertati. Spesso indignati.

Con l’eccezione, naturalmente, di zeloti e prefiche del politically correct, della, cosiddetta, cultura woke, della difesa dei diritti di certe minoranze di offendere tutti gli altri per affermare il loro nuovo primato.

Questi sono stati, naturalmente, entusiasti dello spettacolo. E già solo questo la dice lunga sulla loro capacità di discernimento. E sul loro buongusto.

Già …il buongusto. O meglio ancora il senso estetico. Perché è proprio questo che è stato, più che offeso, violentato dall’indegna parodia francese.

 

Certo, l’estetica prevede anche la “maschera del comico”. La parodia, la farsa…il grottesco. Ma deve sempre essere ironico. Ovvero servire a mettere in luce contraddizioni e aporie. Indurre a pensare.

Nulla di tutto questo nella, ossessiva e compiaciuta, volgarità di quello spettacolo.

Solo la volontà di fare apologia dell’osceno. Del brutto. Elevandolo a nuovo “valore” universale.

 

Non è questione di tendenze sessuali, che sono sempre state cosa individuale. È il segno di un totale degrado del senso del bello, che offende tutti. Atei e credenti. Etero e omosessuali.

Un poeta, grande, come Stefan George, che omosessuale era, si sarebbe ritratto con disgusto, lui raffinato esteta, da tale spettacolo. E immagino cosa avrebbe potuto scriverne Pier Paolo Pasolini.

 

La perdita di senso estetico, la volgarità trionfante, il mostruoso sostituito al bello, è sempre indice del degrado profondo di una civiltà. Della sua perdita di vitalità. Di capacità creativa e generativa. Una civiltà insterilita. E quindi già cadavere.

Un cadavere in decomposizione. Putrefatto. Maleodorante. Cibo per i vermi e verminaio esso stesso.

 

Ecco cosa ci ha rivelato la Cerimonia di Parigi.

E dovremmo tutti prenderne atto. Con tristezza e preoccupazione.

Perché quando una civiltà muore e si decompone, arrivano…gli altri. Che, forse, saranno anche barbari, ma ancora con un senso forte della vita. E della bellezza.

 

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