Traoré. Ibrahim Traoré, il giovane capitano leader militare della giunta rivoluzionaria del Burkina Faso. Giovane, ma estremamente deciso.
Tanto deciso da procedere come un vero panzer, in quella “cristalleria” che sono gli equilibri post-coloniali dell’Africa.
Ha cacciato i francesi. Che mantenevano il controllo e la, conseguente, subalternità del paese. Realizzando il sogno di Sankara. Sogno interrotto bruscamente, da un colpo di stato e dall’omicidio del Presidente. Golpe e assassinio chiaramente eterodiretti da Parigi. Con il silenzio/assenso di Washington e dell’Europa occidentale.
Ha, contemporaneamente, dato vita ad un sistema di alleanze, una vera e propria coalizione, che vede, oggi, il Burkina Faso a guida del processo di decolonizzazione dell’Africa sub-sahariana. Processo che appare dilagante, visto che sempre più paesi si distaccano da Parigi, ed entrano a fare parte della nuova alleanza.
Ha, nelle ultime settimane, portato a compimento, anche a livello simbolico, il distacco dal protettorato di Parigi.
Il francese non è più lingua ufficiale del Burkina Faso. Sostituito da parlate locali, il Mola, il Fulah, Il Bissa, il Diula.
Gesto simbolico, come dicevo, che sottolinea non solo il, definitivo, distacco dal colonialismo di Parigi, ma anche, e forse soprattutto, l’orgoglioso recupero della propria identità africana.
Orgoglio che, per altro, non si limita a gesti simbolici. Né alla rottura con l’antico padrone, la Francia.
È di queste ore la notizia che Traorè ha scacciato dal Burkina Faso la potente ONG legata a Bill Gates. Che, formalmente, svolgeva ricerche per combattere la malaria, ma che, in realtà, stava sperimentando delle zanzare geneticamente modificate. Che suscitavano le preoccupazioni per il futuro ambientale di molte organizzazioni, governative e non.
Lo stop all’iniziativa di Gates, guidata dall’Imperial College di Londra – e mi sembra inutile dire che questo susciti, di per sé, molti dubbi sull’iniziativa – è stato brusco. E assoluto. Con l’ordine sia di sospendere ogni ricerca nel Burkina Fasi, sia della distruzione totale delle zanzare geneticamente modificate
Il silenzio di Gates e soci appare gravido di minaccia.
Tuttavia Traoré tira dritto per la sua strada. E si muove con indiscutibile abilità sul piano internazionale.
È un fatto, ormai acclarato, l’appoggio che ha trovato nella Russia di Putin. Tanto che milizie russe hanno, ormai, sostituito quelle francesi. Ponendosi a difese della svolta di Traorè e della sua giunta.
E, poi, vi è Pechino. Che appare estremamente interessata alla svolta economica che la Giunta ruvoluzionaria sta imponendo a tutta la regione sub-sahariana. Strappandola al controllo neo-coloniale.
Certo, sul capo del giovane leader del Burkina Faso, incombe, comunque, un fantasma. Quello di Thomas Sankara. E del suo assassinio.
Un ricordo e un monito. Perché solo un illuso potrebbe credere che le potenze di certo neo-colonialismo occidentale possano accettare senza reagire questa svolta dell’Africa sub-sahariana.
Traorè , certo, non è un illuso. E tira comunque dritto per la sua strada. Guardandosi le spalle.
E cercando nuove alleanze verso oriente.


