Le parole, definiscono il mondo, se non ci fossero le parole, non avemmo la possibilità di parlare, di niente. Le parole sono importanti. Citazioni di Gaber e Moretti. Ma sono infinite le dichiarazioni d’amore per la parola, per il linguaggio. Così numerose che nessuno, ormai, le ascolta. E la scuola, ovviamente, è la prima responsabile. O forse la seconda. Perché è in famiglia che si impara a parlare. Langue maternelle, un tempo. Quando il patriarcato era una cosa seria e non un insulto in bocca a chi ha come unica qualifica quella di “parente delle vittime”.
Perché la lingua materna non sarà stata quella di Dante ma le parlate locali erano perfettamente in grado di definire il mondo. Erano molto più ricche di vocaboli rispetto al sempre più ristretto numero di parole conosciute dalla media dei giovani scolarizzati odierni. Anche se le affermazioni relative alla conoscenza di sole 600 o addirittura 300 parole sono idiozie per i social, dal momento che a 3 anni un bambino conosce un migliaio di vocaboli.
E non è solo una questione giovanile. Guia Soncini, su Linkiesta, ironizza sul linguaggio di Giorgia Meloni e del sindaco di Bologna, Lepore. Una garanzia di par condicio. Da un lato la regina degli influencer prestata alla politica, dall’altro il primo cittadino di una Bologna che ha ospitato la prima università della Penisola ma che non riesce ad insegnare al sindaco che, in italiano, esistono anche i plurali femminili.
Il risultato, secondo Soncini, è la creazione del Grande Indifferenziato. Che non è solo una divertente definizione, ma una tragica realtà. Lady Piscina parla come una protagonista di Temptation Island – assicura Soncini – e riprendendo il concetto che sono le parole a definire il mondo (come sostenevano filisofi ben prima di Gaber), significa che il governo italiano segue il pensiero debole, debolissimo, praticamente inesistente di qualche personaggetto in cerca di visibilità. Una garanzia!
Ma il Grande Indifferenziato è riferito anche a Lepore. Un sindaco che ignora la lingua italiana nonostante la laurea. E guida una città come Bologna, un tempo “la Dotta”, con la stessa competenza di un adolescente sfigato che baccaglia una ragazza a forza di “wow” sullo smartphone.
È la meraviglia della politica intercambiabile. Le ideologie presupponevano idee. E la capacità di individuarle e comprenderle. Il Grande Indifferenziato prevede solo like. Sui social o in cabina elettorale. Con idee di terza mano da cambiare come le mutande.
Il Grande Indifferenziato, tra Meloni da Temptation Island e la gauche analfabeta
Le parole, definiscono il mondo, se non ci fossero le parole, non avemmo la possibilità di parlare, di niente. Le parole sono importanti. Citazioni di Gaber e Moretti. Ma sono infinite le dichiarazioni d’amore per la parola, per il linguaggio. Così numerose che nessuno, ormai, le ascolta. E la scuola, ovviamente, è la prima responsabile. O forse la seconda. Perché è in famiglia che si impara a parlare. Langue maternelle, un tempo. Quando il patriarcato era una cosa seria e non un insulto in bocca a chi ha come unica qualifica quella di “parente delle vittime”.
Perché la lingua materna non sarà stata quella di Dante ma le parlate locali erano perfettamente in grado di definire il mondo. Erano molto più ricche di vocaboli rispetto al sempre più ristretto numero di parole conosciute dalla media dei giovani scolarizzati odierni. Anche se le affermazioni relative alla conoscenza di sole 600 o addirittura 300 parole sono idiozie per i social, dal momento che a 3 anni un bambino conosce un migliaio di vocaboli.
E non è solo una questione giovanile. Guia Soncini, su Linkiesta, ironizza sul linguaggio di Giorgia Meloni e del sindaco di Bologna, Lepore. Una garanzia di par condicio. Da un lato la regina degli influencer prestata alla politica, dall’altro il primo cittadino di una Bologna che ha ospitato la prima università della Penisola ma che non riesce ad insegnare al sindaco che, in italiano, esistono anche i plurali femminili.
Il risultato, secondo Soncini, è la creazione del Grande Indifferenziato. Che non è solo una divertente definizione, ma una tragica realtà. Lady Piscina parla come una protagonista di Temptation Island – assicura Soncini – e riprendendo il concetto che sono le parole a definire il mondo (come sostenevano filisofi ben prima di Gaber), significa che il governo italiano segue il pensiero debole, debolissimo, praticamente inesistente di qualche personaggetto in cerca di visibilità. Una garanzia!
Ma il Grande Indifferenziato è riferito anche a Lepore. Un sindaco che ignora la lingua italiana nonostante la laurea. E guida una città come Bologna, un tempo “la Dotta”, con la stessa competenza di un adolescente sfigato che baccaglia una ragazza a forza di “wow” sullo smartphone.
È la meraviglia della politica intercambiabile. Le ideologie presupponevano idee. E la capacità di individuarle e comprenderle. Il Grande Indifferenziato prevede solo like. Sui social o in cabina elettorale. Con idee di terza mano da cambiare come le mutande.
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