Il mestiere della vittima per sconfiggere TeleMeloni (che non esiste)

9 Febbraio 2024

In un’Italia in cui essere vittima, o parente di una vittima, è un mestiere estremamente remunerativo, l’armocromata Elly ha finalmente trovato il suo giusto mood. Dopo aver dovuto ammettere che i vizi privati ed i problemi esistenziali dei frequentatori di Capalbio e Cortina non rendevano in termini di consensi elettorali, ha virato sul vittimismo che è sempre una garanzia di successo. Ed i sondaggi hanno subito premiato il PD.

La guerra contro TeleMeloni è un capolavoro che conferma, ancora una volta, la superiorità della gauche intello sul piano della comunicazione. In questo caso non si può parlare di informazione, perché si è di fronte ad un caso di perfetta mistificazione della realtà. Però la comunicazione prescinde dalla verità.

Così le truppe dell’armocromata hanno marciato compatte sulla RAI per protestare contro l’occupazione del sistema televisivo da parte dei neomeloniani. C’era persino la Boschi, a protestare insieme a Elly. Ma almeno Maria Elena qualche ragione ce l’ha: è stata totalmente dimenticata dai TG pubblici e privati. Solo perché non ha niente da dire e rappresenta un partito inesistente. Non si fa così.

Elly, invece, protesta solo per alzare il tiro e soprattutto deviare le attenzioni dei suoi compagni verso l’esterno, evitando di essere massacrata per le continue sconfitte. E, sul fronte TeleMeloni, incassa consensi. D’altronde come si può negare che Rai 1 non sia al servizio di questa destra fluida di governo? Il Festival di Sanremo è la prova provata dell’occupazione neomeloniana. Conduttori che intonano Giovinezza, professioni di fede fascista, abbigliamento inequivocabilmente riconducibile a marchi del passato regime, testi delle canzoni che inneggiano ad una maschia gioventù, interpreti che non nascondono la passione per Sangiuliano. Eh sì, è andata proprio così.

Ma non solo a Sanremo. Sceneggiati tv dove gli antifascisti ed i partigiani sono i cattivi. Ed inchieste a senso unico per colpire esclusivamente i personaggi vicini alla sinistra. Conduttori, sugli altri canali Rai, che ostentano celtiche e rune. Interviste che iniziano solo dopo la professione di fede anticomunista. Recupero di attori, registi, musicisti che possono vantare, e vantano, nonni impegnati nella Repubblica sociale e bisnonni eroi della Marcia su Roma.

Ecco, tutto questo è riuscito a vedere Elly. Ed anche Ruotolo, e la Boschi. Vittime di una intollerabile occupazione del servizio pubblico.

Tutti gli altri hanno visto una realtà molto diversa. Ma non ha importanza quale sia il dato di realtà. Conta solo il vittimismo dall’armocromata e della gauche intello. E per accontentare le vittime, la destra fluida provvederà a qualche assunzione di altri compagni, qualche sostituzione di conduttori, qualche altro programma affidato a chi verrà indicato da Elly. L’importante è che le vittime continuino a piangere e lamentarsi. Almeno un’ospitata a Maria Elena sarà garantita.

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