Secondo il Financial Times, Donald Trump comincerebbe ad avere seri problemi con la base del suo movimento Maga a causa del sostegno offerto al macellaio Netanyahu. “Il mio popolo – avrebbe confessato Trump ad un ebreo finanziatore della sua campagna elettorale – sta iniziando ad odiare Israele”. Il giornale britannico non fornisce indicazioni sul nome del finanziatore, ma la notizia è più che credibile. A parte l’Italia che si prostra davanti agli assassini, il resto del mondo non ne può più di questi criminali che hanno già sterminato decine di migliaia di bambini, che hanno occupato le terre altrui e che ora vorrebbero deportare due milioni di persone da Gaza a cui faranno seguito i palestinesi della Cisgiordania.
Il tutto con il plauso della stragrande maggioranza dei membri del governo e di una cospicua parte dell’oppofinzione. Con vuote parole di circostanza e nessun intervento concreto, perché le Erinni di Bruxelles, e non solo di Bruxelles, sono impegnate a varare il centocinquantesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca e non hanno tempo per le sanzioni contro Tel Aviv.
Però ora le preoccupazioni di Trump potrebbero mutare la situazione. Preoccupazioni per il consenso della base Maga, ovviamente. Non certo per la sorte dei palestinesi. E poi Trump ha il problema del genero ebreo, impegnato a sostenere gli assassini.
Ma non può più ignorare il malcontento del suo elettorato. Molto più sensibile del presidente, evidentemente. Molto meno interessato alle donazioni della finanza ebraica. Si può distrarre con gli interventi per ridurre la criminalità a New York. Con la minaccia di una guerra contro il Venezuela. Non è detto che possa bastare a fronte delle nuove stragi commesse dagli uomini dell’amico Netanyahu.
“Il mio popolo inizia a odiare Israele”. E Trump inizia a preoccuparsi per i finanziamenti..
Secondo il Financial Times, Donald Trump comincerebbe ad avere seri problemi con la base del suo movimento Maga a causa del sostegno offerto al macellaio Netanyahu. “Il mio popolo – avrebbe confessato Trump ad un ebreo finanziatore della sua campagna elettorale – sta iniziando ad odiare Israele”. Il giornale britannico non fornisce indicazioni sul nome del finanziatore, ma la notizia è più che credibile. A parte l’Italia che si prostra davanti agli assassini, il resto del mondo non ne può più di questi criminali che hanno già sterminato decine di migliaia di bambini, che hanno occupato le terre altrui e che ora vorrebbero deportare due milioni di persone da Gaza a cui faranno seguito i palestinesi della Cisgiordania.
Il tutto con il plauso della stragrande maggioranza dei membri del governo e di una cospicua parte dell’oppofinzione. Con vuote parole di circostanza e nessun intervento concreto, perché le Erinni di Bruxelles, e non solo di Bruxelles, sono impegnate a varare il centocinquantesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca e non hanno tempo per le sanzioni contro Tel Aviv.
Però ora le preoccupazioni di Trump potrebbero mutare la situazione. Preoccupazioni per il consenso della base Maga, ovviamente. Non certo per la sorte dei palestinesi. E poi Trump ha il problema del genero ebreo, impegnato a sostenere gli assassini.
Ma non può più ignorare il malcontento del suo elettorato. Molto più sensibile del presidente, evidentemente. Molto meno interessato alle donazioni della finanza ebraica. Si può distrarre con gli interventi per ridurre la criminalità a New York. Con la minaccia di una guerra contro il Venezuela. Non è detto che possa bastare a fronte delle nuove stragi commesse dagli uomini dell’amico Netanyahu.
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