La squallida vicenda del pandoro griffato Ferragni; una patetica bega tra acque minerali; un’inchiesta su un’azienda multiservizio. Tre questioni di carattere giudiziario che coinvolgono la provincia di Cuneo. Basta questo per sostenere che il “modello della Granda” è in crisi? Certo che no, risponde il consigliere regionale cuneese Paolo Bongioanni. Difficile dargli torto. Il pandoro ha coinvolto un’azienda sana che aveva appena dovuto superare la prematura scomparsa del giovane e capace amministratore delegato. Lo scontro tra acque minerali assomiglia ad una lite strapaesana mentre la vicenda della multiservizi è identica a tante altre brutte storie italiane e non solo italiane.
Ma il Modello Cuneo continua ad essere vincente. Perché riesce a conciliare – e non è facile – agricoltura, industria e servizi. Servizi alle imprese ed anche servizi turistici. Ciò non significa, ovviamente, che tutto vada bene, al di là delle irrilevanti vicende giudiziarie. Non va bene la logistica. Non vanno bene i trasporti. Non vanno bene i collegamenti con la confinante Francia e neppure con la Liguria. Problemi annosi, pluridecennali. Il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo è solo un palliativo.
Eppure Cuneo ha continuato a crescere. Intorno a poche grandi aziende, la Ferrero su tutte, e con un tessuto vitale di Pmi. È bastato sino ad ora, può bastare in futuro? Forse no, se qualcuno pensa davvero che il Modello sia in crisi. Ma, se lo pensa, forse la responsabilità è anche della totale incapacità della Granda di comunicare, di farsi conoscere ed apprezzare. Si resta fermi sulla fiera del tartufo e sui grandi rossi. Già diventa difficile, fuori dal Piemonte, associare Ferrero alla provincia di Cuneo. Figurarsi Mondo, Merlo o altre eccellenze locali. Ma la comunicazione continua ad essere l’ultimo dei problemi, e questo penalizza la Granda.
Persino il Monferrato ha iniziato a muoversi meglio. Premiato, tra l’altro, con il riconoscimento di Città europea del vino assegnato ai comuni del Gran Monferrato e dell’Alto Piemonte. E Federico Riboldi, sindaco di Casale, ha insistito molto sulle iniziative di promozione e sul consolidamento della reputazione internazionale del Monferrato non solo come eccellenza enologica ma anche paesaggistica.

