Il Piemonte cerca una nuova regia ed una nuova squadra trasversale e intelligente

22 Maggio 2024

Prendi un notaio famoso, che non ha mai nascosto il sostegno per l’elezione di Stefano Lo Russo a sindaco di Torino in quota PD. E lo stesso notaio, Andrea Ganelli, insieme alla moglie Carola, organizza la presentazione della candidatura di Silvio Magliano per le regionali piemontesi. Magliano – consigliere regionale uscente in quota Moderati, dunque opposizione di centrosinistra – questa volta si presenta nella lista civica e personale di Alberto Cirio, il governatore uscente del centrodestra.

Trasformismo? Voltagabbana? Forse no. E non si tratta neppure di concordia istituzionale che ha caratterizzato la politica di Cirio e Lo Russo. Questo movimentismo mira, in realtà, a ricostruire un sistema che coinvolga la politica ma che vada anche molto al di là della politica. Per coinvolgere, finalmente, le teste pensanti di una regione che sta perdendo colpi proprio perché il sottosistema che l’ha guidata nel settore pubblico ed in quello privato ha dimostrato una totale incapacità, una assoluta inadeguatezza, una miseria morale ed una taccagneria materiale.

Photo archivio Maria Infantino

Dunque qualcuno è convinto che si possa cambiare. Individuando le persone in grado di gestire il cambiamento. Al di là delle appartenenze partitiche, dei percorsi individuali. Contano le idee, la disponibilità, il coraggio. Mancava un regista. Ed una squadra senza regista spesso corre a vuoto. Ora, forse, il regista si è trovato o, perlomeno, c’è qualcuno disposto a rischiare in proprio per metter su una squadra potenzialmente vincente.

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