Il Piemonte riparte, grazie al pubblico

13 Gennaio 2024

E se il pubblico fosse meglio del privato? Alberto Cirio, presidente uscente e sicuramente rientrante della Regione Piemonte, si toglie qualche sassolino dalla scarpa nel corso della conferenza stampa di presentazione degli ultimi mesi di lavoro della giunta di centrodestra, in attesa di una scontata conferma alle elezioni regionali di primavera. D’altronde non esiste un’opposizione minimamente credibile.

Dunque Cirio non si limita a prendere in giro le incongruenze della sinistra sul fronte della sanità, ma sottolinea che – dopo decenni di crisi – il Pil piemontese è cresciuto più della media nazionale. “Perché sono stati sbloccate le grandi opere”, chiarisce il presidente. Un lungo elenco. Dal collegamento ferroviario tra Torino e l’aeroporto di Caselle sino ai primi 8 km della Tortona-Novi sul collegamento del Terzo Valico che unirà Genova con Rotterdam; dal via all’ultima tranche dell’autostrada Asti-Cuneo alla Pedemontana nel Biellese.

Tradotto significa che il Pil subalpino è cresciuto grazie alle iniziative ed ai soldi pubblici mentre il comparto industriale – un tempo trainante – non cresce più. Tanto è vero che, negli ultimi 4 anni, il peso del turismo sul Pil regionale è cresciuto di 2 punti percentuali, raggiungendo il 9,5%. Nonostante un assessore che difficilmente verrà confermato anche per la totale inesistenza sul fronte culturale di cui ha avuto la delega.

In compenso si è lavorato meglio sul fronte sportivo, non solo sulle finali del tennis ma anche sul ciclismo. Coinvolgendo vari territori regionali. L’attenzione al sociale è cresciuta, anche con il servizio veterinario gratuito per chi ha animali domestici ed è seguito dai servizi sociali. E con interventi di sostegno alle famiglie con persone non autosufficienti.

Però si guarda avanti, nella convinzione di una riconferma. Ed allora sono annunciate le iniziative per sviluppare l’idrogeno verde destinato al trasporto pubblico. Mentre Cirio scivola via velocemente sulla farsa di Mirafiori trasformata in una fabbrica/pattumiera. Preferisce annunciare il tentativo di entrare nella compagine azionaria del Porto di Genova dopo che la Regione Piemonte è rientrata nella società logistica alessandrina che sarà il retroporto genovese. Ennesima conferma di una crescente irrilevanza dell’industria privata restia ad investire e ad assumere con retribuzioni decorose.

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