Il riarmo tedesco. Facciamo chiarezza

30 Aprile 2025

 

 

Il neo-eletto Cancelliere Merz parla, e sovente straparla, della necessità di riarmare la Germania. Di investire di più in armamenti e forze armate, per costruire un baluardo contro la minaccia, a suo avviso incombente, di una offensiva russa contro l’Europa.

 

Discorsi suggestivi, non c’è che dire. Che mi lasciano, però, alquanto perplesso, ma non, si badi bene, per le usuali, e tristi, paure. Ovvero per quelle che alimentano coloro che temono un ritorno della Grande Germania, dell’imperialismo tedesco in Europa, di Bismark o, addirittura, di Hitler…

Queste sono solo carabattole del passato. Roba vecchia, detriti della storia che sanno di stantio. E che dimostrano soltanto come, ancora oggi, si pretenda di interpretare quanto avviene, o sta avvenendo, con strumenti superati. Con categorie di pensiero prive di realtà. Ragnatele… carabattole, appunto.

 

Merz, il nuovo Cancelliere, è uomo della Finanza internazionale. Con un curriculum di tutto rispetto, per altro. Ed è assai improbabile, per non dire impossibile, che improvvisamente, asceso al ruolo di capo del governo tedesco, si dimentichi del suo passato recente.

 

Ed è ancora più assurdo, stralunato, credere, o voler fare credere, che all’improvviso si alieni da tutti quei legami, obbedienze, interessi che lo hanno portato sino a questo punto.

 

Pertanto, se parla di riarmo tedesco, lo fa in una ben precisa ottica. Che non è quella di una Grande Germania, bensì degli interessi internazionali che vogliono lo scontro, più o meno frontale, con la Russia. E che non hanno alcun punto di contatto né con la Germania di Bismark, né, tantomeno, con quella di Hitler.

 

Il riarmo tedesco infatti è oggi voluto da coloro che non possono più fare affidamento sugli States, da che, con Trump, a Washington è entrata un’Amministrazione significativamente molto diversa. Che rappresenta gli interessi di un mondo industriale e produttivo americano che nulla, proprio nulla, avrebbe da guadagnare da un conflitto, diciamo così, mondiale. Un mondo che con la Russia vuole rilassare i rapporti, e riprendere la strada dei commerci.

Cosa non facilissima, certo. Ma alcuni segnali già ci fanno capire come questa nuova Washington voglia evitare l’escalation dei contrasto. Che ha invece caratterizzato le precedenti Amministrazioni, soprattutto quella di Biden – ma anche di Bush jr. ed Obama prima di lui – che erano totalmente asservite ad interessi finanziari sostanzialmente alieni dal corpo vivo dell’America.

Interessi di lobby che hanno, in parte sede negli States. Ma che non sono, diciamo così, “americani”.

 

Merz con la sua Germania si sta, dunque, offrendo come nuovo baluardo, sponsor, difensore di questi interessi. Che tedeschi non sono.

 

Che poi la cosa riesca, che sia davvero in grado di farlo, è ben altro paio di maniche. I tedeschi di oggi sono ben altra cosa da quelli di un tempo. E, sicuramente, non hanno voglia alcuna di combattere e morire. Soprattutto per padrini “occulti”, che risiedono…molto lontano.

 

Questa, per altro, è solo una precisazione. Che ritengo, però, utile, a fronte della retorica, sia bellicista che pacifista, che ci sta sommergendo in queste ore.

 

Sarebbe ora di liberarsi mentalmente di certi detriti del ‘900. Di smetterla di straparlare di fascismo, comunismo, nazismo… E di cominciare ad osservare la realtà per quella che è.

 

Brutta, certo. Ma non può essere una retorica d’accatto a renderla migliore.

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