Il ritorno del Giappone

22 Marzo 2026

 

 

E anche Sanae Takaichi si chiama fuori.

O meglio, chiama fuori il Giappone, di cui è premier, dal conflitto con l’Iran.

 

Una presa di posizione decisa. E importante, soprattutto dopo che l’esercito giapponese sembrava aver aperto ad una disponibilità nei confronti dell’offensiva statunitense nel Golfo Persico.

La Signora Takaichi non è, certo, una “pacifista” o una ” neutralista”.

Al contrario è il premier giapponese che più ha spinto nella direzione del riarmo.

Arrivando a portare molto in alto l’asticella della tensione con il grande vicino. La Cina.

 

Pechino infatti vede con molta preoccupazione il riarmo del Giappone.

Che potrebbe cominciare a costituire un problema, concreto ed assillante, per le mire egemoniche della Cina sull’estremo oriente.

 

Perché un Giappone che riarma, e che mette in essere una politica autonoma di influenza su tutta l’area, rappresenta una notevole crepa per la, anelata, egemonia cinese.

Il ritorno, in forze, di un rivale storico.

Con il quale Pechino dovrà, forzatamente, tornare a fare i conti.

Ed è quello che sperava Washington.

Che, non a caso, ha aperto al riarmo del Giappone, dopo decenni in cui lo aveva costretto in una condizione di totale subalternità.

 

Subalternità contro la quale il più grande scrittore giapponese del’900, Yukio Mishima, protestpò in modo clamoroso. Praticando, in pubblico, seppuku rituale, dopo aver arringato le sparute, e allucinate, truppe dell’esercito nipponico.

Era il 25 Novembre del 1970.

Da allora, di acqua sotto i ponti ne è scorsa davvero molta.

Ed oggi Washington ha bisogno di un Giappone in armi, per contrastare Pechino.

 

Soprattutto in questo momento, visto che gli States hanno dovuto spostare navi e truppe in direzione del Golfo Persico, dove si trovano impelagati in una guerra che hanno voluto, ma che sembra essere loro sfuggita di mano.

 

Tuttavia, come si suol dire, il Diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.

 

Il Giappone riarma. Tuttavia non ha alcuna volontà di continuare ad essere prono a Washington.

 

La Signora Sanae Takaichi ha già detto chiaro e tondi che non ha nessuna intenzione di impelagare il suo Giappone nel conflitto con l’Iran.

 

E lo ha fatto appellandosi proprio alla Costituzione imposta, a suo tempo, da Washington.

Il Giappone non può partecipare a Guerre più o meno lontane.

Punto e basta.

Eterogenesi dei fini.

Tokyo riarmata, comincia nuovamente a sviluppare una politica indipendente dagli States.

 

Una decisa svolta, dopo tanti decenni di subalternità forzata.

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