L’importante è creare panico. Non importa come, anche a costo di cancellare la storia ed anche l’attualità. Il nuovo dramma, per TG e giornali, è rappresentato dalle piogge nel Sahara che sta diventando verde.
Dunque vengono ignorate le incisioni rupestri che dimostra come l’attuale deserto fosse un tempo abitato e popolato da animali anche di grandi dimensioni che potevano abbeverarsi a numerosi corsi d’acqua.
Pazienza, la storia è un optional per molti divulgatori e comunicatori. Ma anche l’attualità è una sconosciuta. Perché solo lo scorso anno ci si lamentava per i ritardi nella realizzazione della Grande Muraglia Verde, il grande progetto che entro il 2030 dovrebbe portare alla realizzazione di 8mila km di lunghezza attraverso 11 Paesi africani e 15 km di larghezza nella zona a sud del Sahara, per evitare l’espansione del deserto. Un progetto da 33 miliardi di dollari e con 14 miliardi già investiti.
E le immagini di questi giorni evidenziavano parte dei lavori realizzati, poiché si vedevano gli alberi piantati con regolarità alle distanze previste. Ciò che non era previsto erano le piogge di quest’anno che hanno fatto crescere l’erba intorno alle piante, che hanno ridato vita ai letti dei fiumi del passato.
In pratica la Grande Muraglia Verde sta diventando realtà, smentendo il catastrofismo degli anni scorsi quando si paventava il fallimento del progetto.
Ci sarebbe da festeggiare. E invece si comincia a seminare terrore per l’eccesso di pioggia che potrebbe mettere a rischio le dighe e causare allagamenti nei villaggi. Non uno dei catastrofisti che pensi che una diga possa essere rafforzata o anche rifatta. Che l’acqua è vita, che permette di dissetare persone ed animali, che serve per irrigare i terreni. Acqua piovana invece di pozzi sempre più costosi poiché sempre più profondi. Macchè. Al pensiero unico obbligatorio serve il terrore, non la festa. A costo di andare a distruggere tutte le incisioni rupestri per evitare che qualcuno scopra che il Sahara è già stato Verde.
Il Sahara ferma la desertificazione. E gli spacciatori di terrore si lamentano
L’importante è creare panico. Non importa come, anche a costo di cancellare la storia ed anche l’attualità. Il nuovo dramma, per TG e giornali, è rappresentato dalle piogge nel Sahara che sta diventando verde.
Dunque vengono ignorate le incisioni rupestri che dimostra come l’attuale deserto fosse un tempo abitato e popolato da animali anche di grandi dimensioni che potevano abbeverarsi a numerosi corsi d’acqua.
Pazienza, la storia è un optional per molti divulgatori e comunicatori. Ma anche l’attualità è una sconosciuta. Perché solo lo scorso anno ci si lamentava per i ritardi nella realizzazione della Grande Muraglia Verde, il grande progetto che entro il 2030 dovrebbe portare alla realizzazione di 8mila km di lunghezza attraverso 11 Paesi africani e 15 km di larghezza nella zona a sud del Sahara, per evitare l’espansione del deserto. Un progetto da 33 miliardi di dollari e con 14 miliardi già investiti.
E le immagini di questi giorni evidenziavano parte dei lavori realizzati, poiché si vedevano gli alberi piantati con regolarità alle distanze previste. Ciò che non era previsto erano le piogge di quest’anno che hanno fatto crescere l’erba intorno alle piante, che hanno ridato vita ai letti dei fiumi del passato.
In pratica la Grande Muraglia Verde sta diventando realtà, smentendo il catastrofismo degli anni scorsi quando si paventava il fallimento del progetto.
Ci sarebbe da festeggiare. E invece si comincia a seminare terrore per l’eccesso di pioggia che potrebbe mettere a rischio le dighe e causare allagamenti nei villaggi. Non uno dei catastrofisti che pensi che una diga possa essere rafforzata o anche rifatta. Che l’acqua è vita, che permette di dissetare persone ed animali, che serve per irrigare i terreni. Acqua piovana invece di pozzi sempre più costosi poiché sempre più profondi. Macchè. Al pensiero unico obbligatorio serve il terrore, non la festa. A costo di andare a distruggere tutte le incisioni rupestri per evitare che qualcuno scopra che il Sahara è già stato Verde.
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