La quotidiana dimostrazione di qualità del Sottosistema Torino, pubblico e privato senza alcuna differenza, riguarda questa volta l’aeroporto. Torino è la quarta città italiana per numero di abitanti, ma è al dodicesimo posto per passeggeri allo scalo aeroportuale della città. E adesso è arrivato il progetto degli aeroporti milanesi per inglobare anche Torino Caselle.
Con un particolare da non sottovalutare: il Comune di Milano fa parte della compagine azionaria degli scali locali, il Comune di Torino e la Regione Piemonte hanno venduto interamente la propria partecipazione. La cessione l’aveva decisa, per il Comune, proprio quel Piero Fassino in qualità di sindaco Pd. E viene da ridere pensando ai successivi problemi di Fassino con i negozi aeroportuali.. Cessione poi completata da Chiara Appendino. Ancora il PD aveva venduto la partecipazione regionale quando guidava la giunta piemontese.

Adesso è un po’ tardi per correre ai ripari. Il rischio è che Milano decida di considerare Torino come il terzo scalo per ordine di importanza. Un aeroporto periferico, buono per accogliere i turisti dello sci, ma sempre perdente rispetto a Linate e Malpensa.
Però gli immobili politici subalpini, e l’altrettanto immobile classe dirigente privata, possono sperare che la nuova gestione milanese faccia ciò che non hanno fatto loro. Ad esempio ripristinare il collegamento ferroviario ad alta velocità tra Torino e Malpensa, ideato per le Olimpiadi invernali di Torino 2006 e cancellato immediatamente dopo.
Non sarebbe comunque sufficiente per risvegliare la capitale subalpina dal coma profondo in cui è precipitata.