Il terrorismo jihadista. Narrazione e realtà

11 Maggio 2025

 

 

Raccontatecela giusta, per una volta. Diteci la verità, almeno parziale, ma che sia la verità.

O inventatevi una nuova menzogna. Più credibile.

Perché la, ormai vecchia, narrazione diffusa sul terrorismo islamico, jihadismo, non regge più.

 

Al-Jolani, colui che così si fa chiamare, il leader del movimento jihadista siriano affiliato (almeno un tempo) ad Al-Qaeda ed anche all’Isis, vola a Parigi.

E Macron lo riceve con tutti gli onori. Come se fosse il, legittimo, capo di Stato della Siria.

Normale? Ricordo ancora il massacro del Bataclan, il lutto, le lacrime dei francesi. Le manifestazioni di cordoglio universale. I funerali con i grandi della Terra che si stringevano intorno al Presidente dell’Eliseo.

 

Parigi era stata ferita. La Francia, l’Europa, l’Occidente erano stati feriti. E reagivano, con composta collera. Con dolore.

 

Eppure era tutto, soltanto, una sceneggiata. Ad uso dei Media. Del grande pubblico.

Perché la realtà era, ed è, ben altra.

 

Il terrorismo jihadista, che viene usato periodicamente per bollare d’infamia tutto il mondo islamico, è funzionale a ben determinati interessi. Che non sono quelli dell”Islam, né dei popoli arabi.

Interessi che trovano spiegazione solo guardando, senza paraocchi, a chi da queste azioni, da questi gruppi islamici trae profitto.

 

E non sono gli arabi, né i palestinesi, né gli iraniani costretti sulla difensiva e oggetto di una, ferrea, morsa economica e militare.

Questi gruppi, jihadisti se vogliamo usare questo termine, non rappresentano una minaccia, bensì un’utile risorsa per chi li utilizza e sfrutta. E costoro stanno, tranquilli, nei loro salotti “occidentali”. Accumulando ricchezze e determinando le sorti del Medio Oriente.

 

I morti del Bataclan? Un incidente di percorso, nella migliore delle ipotesi.

Un prezzo da fare pagare ai francesi, per favorire le proprie strategie e i propri affari.

E intanto un terrorista, un jihadista con le mani, letteralmente, sporche di sangue, viene ricevuto all’Eliseo. Con gli onori di un Capo di Stato. Uno Stato, però, che ormai non esiste più. Perché ciò che era la Siria è stata, frantumata in mille pezzi. Ed è terreno di preda per questi “jihadisti”. Chissà perché così simpatici a Macron e a certo Occidente.

 

Condividi

Trending posts

Leggi anche