Il tifoso e il geopolitico

12 Aprile 2024

 

 

Vediamo di operare qualche distinguo. E fare qualche precisazione.

Ernesto Massi, il più importante pensatore geopolitico italiano, diceva che la Geografia è una scienza crudele. Perché se guardi una carta geografica, capisci come stanno le cose. Senza i paraocchi delle ideologie. O, peggio, del tifo di parte.

 

Ed è per questo che i tanti, troppi esperti di geopolitica – che spuntano ogni giorno come funghi nel bosco dopo la pioggia – non mi convincono.

Perché le loro analisi, spesso superficiali e fondate su dati farlocchi, sono inficiate a priori dal pregiuduzio di parte. Sono tifosi. Non analisti.

 

E allora ripartiamo dalle carte geografiche. In progressione storica. E guardiamo all’Europa com’era prima del crollo dell’URSS. È come è oggi.

L’espansione della NATO verso est è evidente. E indiscutibile.

L’impero sovietico è stato sostituito dal dominio dell’Alleanza Atlantica. Che ha posto basi militari in tutti quei paesi che facevano parte del Patto di Varsavia. E, addirittura, in ex Stati sovietici. I Paesi Baltici e, per quanto non ufficiali, anche in Ucraina.

E vi è il sentore di una estensione della presenza anche in Geogia e Moldavia.

Cui si aggiungono paesi storicamente neutrali, Svezia e, soprattutto, Finlandia ora parte della NATO. Anzi, Helsinki ha annunciato che, presto, ospiterà sul suo territorio il Comando della Alleanza.

 

Ora, senza tenere conto di trattati stracciati e di promesse e parole disperse nel vento, una cosa è, oggettivamente, indiscutibile. Solo guardando alla carta geografica.

In un trentennio la Russia è stata circondata da basi e installazioni militari NATO.

 

Si possono dare tutte le spiegazioni (e le giustificazioni) di quanto accaduto. Ma non inficiano il dato oggettivo. La NATO ha, sistematicamente, circondato la Russia. Ovvero ciò che restava dell’antico Impero rivale.

Un processo che sembrava non dover aver termine, se non con lo smembramento definitivo della Russia stessa. La sua dissoluzione in staterelli con nessuna, o poca, rilevanza sul piano internazionale.

 

Sinceramente… davvero pensavate che questo potesse avvenire senza provocare reazioni da parte di Mosca?

Sarebbe più realistico credere a Babbo Natale.

E così ci siamo ritrovati tutti, volenti o nolenti, impantanati in questo massacro che è la guerra in Ucraina.

E che alcuni imorovvidi stanno spingendo per trasformare in un conflitto aperto tra Mosca e NATO.

Improvvidi che, però, sono al governo in alcuni, fondamentali, paesi europei.

 

Altro esempio sotto gli occhi di tutti. Sempre guardando alla geografia.

 

La Striscia di Gaza. Era evidente che dividere il territorio dell’ipotetico Stato palestinese in due realtà separate, Gaza e Cisgiordania, non poteva funzionare. Non ha mai funzionato, in passato, ed è sempre stato causa di nuove guerre. Ricordate il Corridoio di Danzica?

 

Per di più si è lasciato che Gaza cadesse nelle mani di Hamas. Strappandola all’Autorità Palestinese.

Una, chiamiamola così, tolleranza che sembrava favorire Israele. Che evitava così di essere circondata sui due lati da un potenziale, unico nemico. Ma, appunto, solo all’inizio. Perché, poi, questa scelta si è trasformata in un pericoloso boomerang.

 

La logica geografica avrebbe voluto che si delineasse un unico, compatto, Stato palestinese. In Cisgiordania. Evitando la, perniciosa, politica delle colonie. E rimettendo Gaza, sin dall’inizio, sotto l’autorità egiziana.

Non dico che questo avrebbe automaticamente portato alla pace in Medio Oriente. Ma, per lo meno, avrebbe evitato una costante, cancrenosa, causa di conflitti. Che non presenta, or ora, alcuna prospettiva di soluzione.

 

Perché lo slogan “due popoli, due stati” di cui si riempiono la bocca i sedicenti esperti è, appunto, solo questo. Uno slogan. Falso e fasullo.

E qui torniamo al discorso iniziale.

La Geopolitica è scienza crudele. E chi la studia deve essere, spietatamente, realista. E fornire alla politica – che deve prendere le decisioni cruciali – dati il più possibile obiettivi. A costo di diventare… antipatici.

 

Quello che invece oggi avviene, è che il potere politico, e anche più quello economico, delinea strategie in base ai suoi interessi. Spesso, troppo spesso, astratti da ogni realtà.

E i, cosiddetti, esperti geopolitici cercano di giustificarle. Arrampiacandosi sugli specchi.

 

Non sono analisti. Non praticano la scienza geopolitica. Sono tifosi. Nella migliore delle ipotesi. Più probabilmente, solo… cortigiani. In cerca di prebende.

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