Ignorato da Roma, il Piemonte rafforza i plurimillenari rapporti con l’altro versante delle Alpi. Prima alcune tappe del Tour de France, poi l’annuncio che il pattinaggio di velocità delle Olimpiadi delle Alpi francesi nel 2030 sarà ospitato da Torino. Ora la presentazione del Tour de l’Avenir – una sorta di campionato mondiale di ciclismo a squadre riservato a chi ha meno di 23 anni – che si concluderà quest’anno proprio in Piemonte, al Colle delle Finestre.
Dal Tour de l’Avenir, organizzato dai francesi guidati da Philippe Colliou, ha visto in passato i successi di atleti che sarebbero diventati grandi campioni, da Gimondi a Lemond, da Indurain a Fignon, sino a Pogacar. E non a caso a presentare il percorso in una conferenza stampa a Torino – di lunghezza esasperante – è stato Bernard Hinault, l’ultimo grande ciclista francese.
Sarà la sessantesima edizione per i ragazzi, con 25 squadre di altrettante nazioni e sei elementi per squadra, e la seconda per le ragazze, con 17 squadre al via. In entrambi i casi con l’ormai consueta farsa degli atleti russi che gareggiano senza simboli nazionali mentre gli israeliani possono correre senza problemi.
La gara dei maschi inizierà il 18 agosto a Sarrebourg mentre le ragazze li raggiungeranno il 21 a La Rosière e da lì, sulle Alpi, il percorso sarà simile per concludersi il 24 agosto al Colle delle Finestre con gli ultimi 8 km su strada sterrata.
Ma non è solo un fatto sportivo. Da un lato, infatti, ci sono aspetti turistici, di promozione di un territorio che punta su “sport dolci” come il ciclismo. E poi quelli culturali che si mescolano con quelli politici. Un primo sindaco del versante piemontese ha già chiesto di rimettere in funzione, in qualche modo, gli Escarton, ossia le comunità alpine con una grande autonomia che coinvolsero, dal 1343 al 1713 i territori di Oulx, Pragelato e Castel Delfino, oltre a Briançon e il Queyras sul versante francese. Un’esperienza di grande partecipazione popolare accompagnata da un altissimo livello culturale e di istruzione.
Troppo pericoloso per la politica attuale. Per il nulla cosmico romano e per la perversione mentale parigina.

