Il trionfo del cafone in spiaggia diventa racconto sui social..

19 Agosto 2026

Sui social proliferano racconti palesemente falsi ma che prendono spunto dalla realtà. Perlomeno i racconti italiani, perché quelli statunitensi ripropongono sempre le stesse vicende: o una supermilionaria che viene boicottata dalla famiglia ignara dello strepitoso successo economico, oppure una eroina di guerra bullizzata da fratello, cognata, genitori.

I racconti italiani volano più terra terra e ora prendono spunto dalle infinite polemiche – dalla Liguria al Salento, dalla Sardegna alla Romagna, dalla Calabria al Veneto – sulla maleducazione dei frequentatori delle spiagge libere.

Nel migliore dei casi si ha a che fare con chi, alla mattina presto, occupa la spiaggia con ombrelloni, sdraio, stuoie e poi se ne va per tornare con la tribù intorno all’ora di pranzo. Sarebbe vietato, ma l’applicazione delle leggi, in Italia, è casuale. Poi ci sono quelli che, in mancanza di gabinetti sulle spiagge libere, decidono di urinare e defecare per poi nascondere tutto con un po’ di sabbia.

Una narrazione ripetuta troppe volte, da Nord a Sud, per pensare che sia tutto inventato. Però, immancabilmente, nei commenti social compaiono coloro che invitano ad abbandonare le spiagge libere (se proprio non si possono eliminare) per riempire i lidi privati che, quest’anno, solo nei fine settimana e sotto ferragosto hanno registrato il tutto esaurito. Nulla da dire, ovviamente, su intere flotte schierate davanti a cale e calette. Inquinano, ma non si deve dire, mettono musica a palla ma sono cafoni arricchiti.

I commenti sui cafoni poveri, invece, sono accompagnati, come sempre, dai soliti idioti del “Se non potete permettervelo, state a casa”. Ma sono gli idioti che giustificano i 3 euro per un litro di latte, i prezzi assurdi degli hotel, i ricarichi folli per i vini. E poi si chiedono perché le cantine sono piene di bottiglie di vino invendute.

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