Il trionfo di Sinner scatena chi è fermo alla lotta contro gli austriacanti

29 Gennaio 2024

Dopo quelli, che,  a più di 100 anni dalla Marcia su Roma, si indignano per un saluto romano, non potevano mancare quelli ancora impegnati nella guerra contro gli austriacanti. Non è chiaro se fermi al 1914 o al 1848. In ogni caso infastiditi dal trionfo di un immenso Sinner, l’austriaco. Ovviamente ciascuno è libero di tifare per chi vuole e di restare fermo all’entrata in guerra del Regno di Sardegna o del Regno d’Italia. E si può anche incolpare Sinner delle repressioni nel Lombardo-Veneto.

Poi, però, si cerca di essere coerenti e si chiede al Coni ed al Cio di cancellare tutti i successi ed i piazzamenti degli atleti con cognomi non tipicamente italiani. Niente Davis 2023, dunque. Ma sostanzialmente niente Valanga Azzurra. Perché oltre ad eliminare 2 Thoeni, 2 Schmalzl, Stricker, Plank bisogna anche togliere Gros e Besson, cognomi troppo altopiemontesi, similfrancesi. Ed i valdostani Bieler e Bieller. Certo, restano pursempre Anzi, Varallo, Radici e Pietrogiovanna, prima di arrivare a Tomba. Per poi eliminare le Kostner dello sci e del pattinaggio. Non è chiaro se i nemici degli austriacanti tollerano i ladini, se no vai con altri tagli.

Va anche peggio con lo slittino, da Karl Brunner nel singolo maschile a Paul Hildgartner e Walter Plaikner nel doppio. Sino a Zöggler. Ed Erika Lechner, la prima medaglia azzurra femminile alle olimpiadi invernali.

Cancelliamo tutto per protestare contro Radetzky?

Oppure si prende atto che nella Penisola esistono minoranze linguistiche che sono precedenti all’unità italiana? Che la storia della Penisola è estremamente complessa? Che la lingua italiana poteva non essere il toscano ma il siciliano o il provenzale? E che Sinner parla l’italiano meglio di buona parte dei calciatori italianissimi?

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