È il mercato, bellezza. Già, ma davvero non si può far nulla per superare logiche da rapina? Perché la scuola sta ricominciando e mancano gli insegnanti. Che, in teoria, ci sarebbero. Ma rifiutano, in massa, le cattedre per il Nord Italia. Meglio un lavoro da supplente vicino a casa piuttosto del “posto fisso” nelle grandi città del Nord. Ormai, però, si rifiutano anche sedi meno urbane. E il motivo è sempre lo stesso: vivere al Nord, con le retribuzioni da insegnanti, è diventato impossibile.
Gli affitti assorbono da metà a due terzi del salario. E con ciò che resta bisogna anche mangiare, vestirsi, aggiornarsi. Senza dimenticare che in teoria, ma solo in teoria, bisognerebbe anche vivere. Magari avere rapporti umani con qualcuno al di fuori dell’ambito scolastico.
Poi, ovviamente, arrivano gli idioti da social: “Nessuno obbliga un laureato a fare l’insegnante”. Verissimo. Ma poi l’idiota si lamenta quando il proprio figlio cambia supplente ogni due mesi e non impara nulla. O quando l’insegnamento è di tale infima qualità da risultare del tutto inutile.
Aumentare le retribuzioni non si può, la coperta della finanza pubblica è corta e i soldi servono per i mercanti di armi. Calmierare i prezzi degli affitti non si può, sarebbe un’offesa al libero mercato. E allora si va avanti così.
Gli ultimi dati Ocse sulla scuola evidenziano un ulteriore peggioramento delle capacità degli studenti. Ma in Italia tutti hanno festeggiato: noi andiamo male, ma Francia e Germania vanno peggio.. Ciccia Ciccia Ciccia.. È la politica da asilo Mariuccia. Ma l’importante è lamentarsi solo sui social. Se fai nascere un partito di protesta te lo mettono fuori legge. È la democrazia, bellezza. Al servizio del mercato.

