“Io capitano”? Una delusione assoluta. No, non agli Oscar dove la sottosegretaria alla Cultura, leghista, era arrivata pensando che in concorso ci fosse Salvini. La delusione, per il “capitano” Salvini è arrivata dell’Abruzzo. Con un pessimo risultato peraltro annunciato. Eppure la Lega non fa assolutamente nulla per provare ad invertire la tendenza. Non un’idea che superi la visione del quarto d’ora successivo, non un progetto, una iniziativa.
E il tutto aggravato da una classe dirigente di livello modestissimo che il capitano vuole riconfermare a partire dalle Regioni chiamate al voto. La qualità, la competenza non sono caratteristiche apprezzate da chi, invece, preferisce puntare sulla fedeltà che, peraltro, viene puntualmente disattesa.
Ormai sembra quasi che in via Bellerio attendano soltanto la débâcle di giugno, alle elezioni europee, per liberarsi di Salvini. Peccato che i suoi avversari interni non abbiano un sostituto da proporre. Zaia, che piace tanto a Crozza? Il Doge, in realtà, non ha nessuna voglia di abbandonare la Serenissima per andare ad occuparsi di quella gente strana che non parla neppure veneto. Fedriga, allora? Indubbiamente farebbe felice lady Garbatella che potrebbe disporre di un suo portaordini in casa leghista. Ma non è detto che l’elettorato della Lega apprezzerebbe.
Qualcuno ipotizza un direttorio per affrontare l’emergenza per poi affidare il partito a Molinari. Un fedelissimo salviniano diventato meno fedelissimo. E che porta in dote la sconfitta nella sua città (Alessandria) ed i risultati disastrosi di qualche assessore suo concittadino. Non male come segnale di cambiamento.
Eppure il voto in Abruzzo ha dimostrato che, contro il campo larghissimo guidato dall’armocromata Elly e da Conte, è sufficiente non sbagliare il candidato per vincere senza troppe difficoltà. E se l’Abruzzo ha consegnato l’avviso di sfratto a Salvini, da rendere esecutivo dopo le europee, altrettanto ha fatto per Schlein che si era illusa dopo la vittoria pentastellata in Sardegna. Dove, in realtà, era stato il centrodestra a perdere più che il campetto allargato a vincere nonostante Soru.

