I benpensanti piccolo-borghesi, securitari e forcaioli, sono tutti scandalizzati per la candidatura della povera martellatrice di crani e per il supporto paterno, perché, secondo le loro limitate connessioni dendritiche, questo comportamento sarebbe un oltraggio alla democrazia. Peggio ancora, poi, la sua detenzione da carceraria a domiciliare: un abominio giuridico.
Qui, con pazienza, bisogna rispolverare vecchi documenti e denaftalinizzare la memoria collettiva.
Questa democrazia nasce dalla trattativa con la mafia perché <<con la mafia, se ci sono le condizioni giuste, si può trattare per qualsiasi cosa>>. Negli Stati Uniti, successivi invasori della Nazione, <<decine di mafiosi in questi anni si sono rifugiati da noi proprio per sfuggire alla repressione scatenata da Mori…per questo lo odiano e odiano Mussolini>>. Inoltre, lo sviluppo degli accordi avviene tramite Luciano “Lucky” Lucania, capo dell’Anonima Omicidi, il quale dichiarò testualmente: <<Avvocato, faccia presente ai suoi amici dell’intelligence che le prigioni siciliane sono piene di antifascisti, uomini d’onore, perché gli uomini d’onore sono per forza antifascisti. Se per caso gli alleati dovessero un giorno sbarcare in Sicilia, liberando questi prigionieri si farebbe un atto di giustizia. E poi potrebbero essere molto utili, questo glielo posso assicurare io. […] liberare i mafiosi detenuti nelle carceri siciliane, considerandoli prigionieri politici, e impiegarli per assicurarsi il pieno controllo delle zone occupate>>.
Primo punto per chiarire il fondamento di disonore criminale da cui sorge questa tanto difesa democrazia.
Il secondo è la conferma del primo. Carla Capponi, medaglia d’oro al valor militare per aver fatto saltare in aria un bidone della spazzatura uccidendo civili innocenti e per scopi politici piuttosto equivoci, fu eletta deputato del Partito Comunista. Francesco Moranino, il comandante Gemisto della Brigata Partigiana “Pisacane”, fu condannato all’ergastolo per l’omicidio di cinque partigiani e di due donne ad essi legate nel 1957, con l’Anpi che, come sempre, difese l’indifendibile con l’ipocrisia più invereconda. Scappato in Cecoslovacchia, venne graziato dal Presidente Saragat ed eletto senatore della Repubblica.
Allora, poco cari e per nulla amici democratici, questa è la vostra democrazia nata dalla resistenza. La povera Ilaria non ha ucciso nessuno, mentre criminali comuni e politici hanno fondato la vostra istituzione. E perché scandalizzarli se un padre difende la figlia, quando presidenti accolgono nella greppia parlamentare comuni assassini.
La mafia ha seminato la democrazia, la resistenza l’ha concimata, l’antifascismo la cura: tutta questa è “cosa vostra”, compresa Ilaria Salis.

