Il terrorismo di stato israeliano – curiosamente nostra signora delle querele rimane rigorosamente muta su questi comportamenti dei suoi amici – ovviamente non viene condannato dai maggiordomi italiani mentre l’indignazione dell’ONU non provoca il benché minimo effetto. Però dimostra ampiamente gli errori madornali commessi, in questi decenni, dall’intero mondo arabo ed anche da quello islamico non arabo.
Ha ragione Andrea Marcigliano quando, su Èlecto, afferma che il mondo arabo nel suo complesso, ed anche gli altri Paesi non arabi del Medio Oriente, considerano Israele come una ingiusta ed intollerabile presenza estranea al contesto generale. E allora? E allora niente. Perché mentre Tel Aviv, consapevole di essere un corpo estraneo, ha lavorato sul piagnisteo per ottenere sostegni senza condizioni al proprio tentativo di sterminare i palestinesi e poi ha lavorato senza sosta per rafforzare gli aspetti militari. Dalle atomiche – ignorate da chi si indigna per la proliferazione nucleare di altri Paesi – ai servizi segreti con terrorismo annesso.
Ma l’Occidente Collettivo è sempre pronto a strillare perché i russi avvelenano una spia fuggita all’estero ma tace di fronte alla strage provocata da Israele con esplosivo nel cercapersone. E chissenefrega se muoiono anche i bambini. Potenziali futuri terroristi.
E gli arabi? Acquistano squadre di calcio, ingaggiano tennisti e calciatori, acquistano ville e castelli, giga yacht e interi quartieri. Armi per contrastare Israele? Neanche a parlarne. Tutt’al più per contrastare l’Iran, nemico di Tel Aviv. E per raggiungere almeno uno stallo deve arrivare la Cina ad imporlo a Teheran e Riad. E la Turchia? A parole la più indignata contro Israele, ma che non smette di fare affari con lo stato ebraico.
Sarebbe bastato imparare qualcosa da Pontecorvo e dal suo film sulla battaglia di Algeri per creare terrore tra le comunità ebraiche in Europa o Stati Uniti. Ma neppure il terrorismo hanno saputo o voluto gestire.
Perché i crimini israeliani bla bla bla, la lotta al sionismo bla bla bla, i diritti dei palestinesi bla bla bla, i due stati bla bla bla, il Corano bla bla bla, il jihad bla bla. E poi tutti al tavolo degli affari con gli israeliani.
Inutile fare gli indignati. Inutile sparare missilini che vengono sistematicamente intercettati dagli avversari molto più preparati tecnicamente. Inutile minacciare di schierare masse immense di combattenti quando non si è in grado di bloccare un bombardamento, di abbattere un aereo nemico. A Tel Aviv lo sanno. A Teheran, Ankara, Riad, Dubai, Il Cairo anche. Ma fanno finta di non averlo capito.
Islamici contro Israele, solo chiacchiere e distintivo..
Il terrorismo di stato israeliano – curiosamente nostra signora delle querele rimane rigorosamente muta su questi comportamenti dei suoi amici – ovviamente non viene condannato dai maggiordomi italiani mentre l’indignazione dell’ONU non provoca il benché minimo effetto. Però dimostra ampiamente gli errori madornali commessi, in questi decenni, dall’intero mondo arabo ed anche da quello islamico non arabo.
Ha ragione Andrea Marcigliano quando, su Èlecto, afferma che il mondo arabo nel suo complesso, ed anche gli altri Paesi non arabi del Medio Oriente, considerano Israele come una ingiusta ed intollerabile presenza estranea al contesto generale. E allora? E allora niente. Perché mentre Tel Aviv, consapevole di essere un corpo estraneo, ha lavorato sul piagnisteo per ottenere sostegni senza condizioni al proprio tentativo di sterminare i palestinesi e poi ha lavorato senza sosta per rafforzare gli aspetti militari. Dalle atomiche – ignorate da chi si indigna per la proliferazione nucleare di altri Paesi – ai servizi segreti con terrorismo annesso.
Ma l’Occidente Collettivo è sempre pronto a strillare perché i russi avvelenano una spia fuggita all’estero ma tace di fronte alla strage provocata da Israele con esplosivo nel cercapersone. E chissenefrega se muoiono anche i bambini. Potenziali futuri terroristi.
E gli arabi? Acquistano squadre di calcio, ingaggiano tennisti e calciatori, acquistano ville e castelli, giga yacht e interi quartieri. Armi per contrastare Israele? Neanche a parlarne. Tutt’al più per contrastare l’Iran, nemico di Tel Aviv. E per raggiungere almeno uno stallo deve arrivare la Cina ad imporlo a Teheran e Riad. E la Turchia? A parole la più indignata contro Israele, ma che non smette di fare affari con lo stato ebraico.
Sarebbe bastato imparare qualcosa da Pontecorvo e dal suo film sulla battaglia di Algeri per creare terrore tra le comunità ebraiche in Europa o Stati Uniti. Ma neppure il terrorismo hanno saputo o voluto gestire.
Perché i crimini israeliani bla bla bla, la lotta al sionismo bla bla bla, i diritti dei palestinesi bla bla bla, i due stati bla bla bla, il Corano bla bla bla, il jihad bla bla. E poi tutti al tavolo degli affari con gli israeliani.
Inutile fare gli indignati. Inutile sparare missilini che vengono sistematicamente intercettati dagli avversari molto più preparati tecnicamente. Inutile minacciare di schierare masse immense di combattenti quando non si è in grado di bloccare un bombardamento, di abbattere un aereo nemico. A Tel Aviv lo sanno. A Teheran, Ankara, Riad, Dubai, Il Cairo anche. Ma fanno finta di non averlo capito.
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