Israele si prepara a colpire i soldati turchi. Non la Turchia, non il territorio turco, ma le truppe schierate all’estero. L’ipotesi nasce da quanto ha scritto il quotidiano Israel Hayom, secondo cui Tel Aviv ha studiato le regole della NATO. E l’articolo 5, relativo alla difesa comune, si applica in caso di attacco al territorio di un Paese membro, ma non se vengono colpiti soldati all’estero.
Dunque gli assassini di Tel Aviv sono pronti a scatenare un’altra guerra. Vivono di quello, da Gaza alla Cisgiordania, dal Libano alla Siria. Sempre con la protezione statunitense che, dunque, non verrebbe meno neppure nel caso di un attacco contro i turchi al di fuori del territorio della Turchia.
Però è evidente che un’aggressione di questo tipo metterebbe comunque in crisi la NATO. Un’alleanza pronta a difendere gli interessi di chi non ne fa parte (Israele) e non quelli di uno stato membro (Turchia).
E poi ci sarebbe l’incognita della nuova alleanza tra Turchia, Arabia e Pakistan. Interverrebbe? O si rivelerebbe un bluff? Netanyahu è pronto a correre il rischio.

