Kiev in rivolta

22 Luglio 2026

 

 

Voci da Kiev. Voci sempre più forti, quasi un rombo di tuono. Voci che protestano, contestano, chiedono un radicale cambio della guardia.

Le dimissioni di Zelensky e dei suoi. E, se possibile, elezioni presto.

Interessante, però. Di queste proteste, migliaia di persone in strada, ci danno notizia i mezzi di comunicazione ufficiali ucraini. Non dei blogger solitari ed isolati, facili da ridurre al silenzio.

 

Gli stessi mezzi di comunicazione che, per anni, hanno ignorato e taciuto cosa in Ucraina stava avvenendo. La fuga di milioni di persone che volevano evitare di essere trascinati alle armi. Il ridursi della popolazione ad una metà scarsa di quella che era prima della guerra.

E silenzio pure sulle malversazioni dei governanti. Sul loro accumulare fortune all’estero. Sulle ville in Versilia. Sulla moglie di Zelensky che faceva shopping milionario a Londra o Parigi…

 

Silenzio connivente. Allora tutto andava bene. Il guitto era un eroe. La guerra procedeva di trionfo in trionfo. Mosca, ormai, stava per crollare…

 

Ora, però, la narrazione è cambiata. Radicalmente. E, improvvisamente, scopriamo che gli ucraini, quelli che sono restati in patria, si ribellano alla tirannide, urlano la loro rabbia. Contestano.

E televisioni, giornali, ce lo raccontano. Spesso con, compiaciuta, dovizia di particolari.

 

È la campana a morto per Zelensky e per ciò che resta della sua banda.

È evidente che la narrazione ufficiale è cambiata.

Anche i paesi più violentemente anti-russi non credono più alle fanfaluche di Kiev.

 

Vogliono la guerra con la Russia, certo. Però, ormai, studiano altre “soluzioni”.

E Merz pensa seriamente ad un conflitto diretto.

O meglio, questo vogliono i suoi padroni. Che tedeschi non sono.

 

Comunque sia, e qualunque cosa ci riservi il futuro, per Zelensky sta suonando la campana della fine.

 

Resta solo da vedere se se ne renderà conto in tempo. Riparando in qualche paradiso fiscale per godersi il malloppo accumulato.

 

Oppure se, in preda alla follia e all’illusione di onnipotenza che sembra dominarlo, andrà incontro a ben altra fine.

 

Non rimpianto da nessuno.

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