La California torna regno dello sballo: dopo la cannabis vuole legalizzare i funghi psichedelici

31 Marzo 2024

 

 

C’era una volta la California, paradiso degli hippy e regno di tutte le trasgressioni possibili. E forse in parte c’è ancora, in barba alle mode salutiste e alle rigidità culturali figlie del politicamente corretto. Al parlamento statale di Sacramento una coppia bipartisan di deputati californiani (il democratico Scott Wiener e la repubblicana Marie Waldron) ha presentato un disegno di legge per consentire ai cittadini di almeno 21 anni di utilizzare funghi psichedelici.

 

In realtà i due legislatori non intendono promuovere la cultura dello sballo, ma aggirare il veto posto lo scorso anno dal governatore Gavin Newsom, che ha deciso di impedire l’utilizzo di sostanze stupefacenti anche da un punto di vista sanitario. La proposta di Wiener e Waldron, infatti, mira a consentire l’uso di alcune droghe, come appunto i famosi funghi allucinogeni usati nella tradizione dei nativi americani e degli indios del Messico, sotto controllo medico come terapia per crisi di salute mentale come depressione, disturbo da stress post-traumatico e altre patologie.

 

Il disegno di legge dei due deputati californiani intende consentire l’uso della psilocibina – la componente allucinogena contenuta nei cosiddetti funghi psichedelici – sotto la supervisione di un terapista professionista. Il progetto includere anche sostanze al momento proibite come la dimetiltriptamina (DMT), l’MDMA e la mescalina. Se il congresso di Sacramento darà il via libera al disegno di legge, la California andrà ad aggiungersi ai vicini stati di Colorado e Oregon, che hanno già depenalizzato il consumo di funghi psichedelici e hanno stabilito sistemi regolamentati per l’uso terapeutico di queste sostanze. Fra l’altro una “liberalizzazione” che nello stato più occidentale degli USA hanno già avviato le città di San Francisco, Oakland e Santa Cruz: in sostanza se un cittadino viene fermato in possesso di funghi psichedelici in quantità limitata non può essere arrestato per spaccio di droga.

 

«Molti californiani stanno lottando con problemi di salute mentale e di dipendenza da stupefacenti», ha detto il democratico Wiener, «e alcune sostanze psichedeliche, soprattutto se affiancate da un supporto terapeutico, possono essere un potente strumento per aiutare le persone a stare meglio. In passato veterani militari e operatori sanitari colpiti da diverse sindromi legate al loro lavoro hanno beneficiato di questo genere di cure, quindi non c’è motivo di non estenderle anche ad altri cittadini malati».

 

 

Il disegno di legge di Wiener e Waldron però non è piaciuto a tutti, dato che in California esiste già un significativo problema di dipendenza di buona parte della popolazione. Secondo dati del 2021, circa il 10% della popolazione subisce una qualche forma di dipendenza: il 6,4% ha problemi di alcol, il 3,3% è dipendente dalle droghe e lo 0,6 abusa di farmaci. Inoltre negli ultimi anni è fortemente aumentato il consumo di droghe “da strada”, in gran parte provenienti dal vicino Messico: dal 2015 a oggi i decessi causati da overdose di fentanyl – un analgesico oppiaceo chiamato anche “droga degli zombi” – sono decuplicati.

Inoltre il precedente della cannabis, legalizzata nel 2016, non sembra incoraggiante: secondo un’inchiesta del Los Angeles Times in questi ultimi anni sono cresciute le serre illegali, c’è stata una diminuzione generale della sicurezza e chi vuole aprire un’attività legale di vendita di prodotti a base di marijuana incontra mille ostacoli burocratici. Infine c’è il capitolo giudiziario, perché per coloro che in passato erano stati incriminati per spaccio di sostanze stupefacenti, la rimozione delle condanne avrebbe dovuto essere “automatica”; ma i Tribunali stanno ripulendo molto lentamente le fedine penali di oltre 30 mila ex spacciatori.

 

 

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