Entro la fine di quest’anno entreranno in servizio almeno 10mila androidi in Cina. Il governo centrale ha ordinato alle amministrazioni locali ed alle aziende statali di presentare un piano di utilizzo dei robot umanoidi entro la fine di giugno, per poi procedere all’inserimento lavorativo entro fine anno nei settori manifatturiero, logistico, sanitario e del soccorso in caso di calamità.
Ovviamente i 10mila rappresentano solo una piccola avanguardia per comprendere l’effettivo funzionamento degli androidi nella realtà quotidiana, al di là delle dimostrazioni nelle fiere specializzate. Si procederà alla rilevazione di una consistente mole di dati per comprendere come migliorare ulteriormente i robot. Prima di arrivare ad una immissione di massa degli androidi nella vita quotidiana.
È la risposta di Pechino anche al calo della popolazione cinese. Senza bisogno di ricorrere all’immigrazione più o meno controllata di nuovi schiavi. In questo modo si potranno affidare agli androidi i “lavori che i cinesi non vogliono più fare”, senza appesantire il bilancio per garantire servizi ad una popolazione di migranti disperati.
Nel frattempo le aziende che producono i robot umanoidi stanno ricevendo ingenti investimenti anche dall’estero, nella convinzione che si tratti di un settore con enormi prospettive di crescita. Ma già ora i 10.000 androidi ordinati dal governo rappresentano solo una piccola parte dei robot realizzati annualmente in Cina.
La Cina schiera 10.000 androidi sui posti di lavoro entro fine anno
Entro la fine di quest’anno entreranno in servizio almeno 10mila androidi in Cina. Il governo centrale ha ordinato alle amministrazioni locali ed alle aziende statali di presentare un piano di utilizzo dei robot umanoidi entro la fine di giugno, per poi procedere all’inserimento lavorativo entro fine anno nei settori manifatturiero, logistico, sanitario e del soccorso in caso di calamità.
Ovviamente i 10mila rappresentano solo una piccola avanguardia per comprendere l’effettivo funzionamento degli androidi nella realtà quotidiana, al di là delle dimostrazioni nelle fiere specializzate. Si procederà alla rilevazione di una consistente mole di dati per comprendere come migliorare ulteriormente i robot. Prima di arrivare ad una immissione di massa degli androidi nella vita quotidiana.
È la risposta di Pechino anche al calo della popolazione cinese. Senza bisogno di ricorrere all’immigrazione più o meno controllata di nuovi schiavi. In questo modo si potranno affidare agli androidi i “lavori che i cinesi non vogliono più fare”, senza appesantire il bilancio per garantire servizi ad una popolazione di migranti disperati.
Nel frattempo le aziende che producono i robot umanoidi stanno ricevendo ingenti investimenti anche dall’estero, nella convinzione che si tratti di un settore con enormi prospettive di crescita. Ma già ora i 10.000 androidi ordinati dal governo rappresentano solo una piccola parte dei robot realizzati annualmente in Cina.
Condividi
Trending posts
Ritorno a Monroe
I sondaggi frenano su Futuro Nazionale? Servono contenuti e comunicazione
VECCHI VS. CONSAPEVOLI: La terra di mezzo di chi ha smesso di correre
Politica
Economia
Attualità
Cultura
Esteri
Commentarii
Lifestyle
Torino
Scripta manent
SPort
Interviste
Naftalina
Arte Biki
Leggi anche
Amadeus, quando a vincere è la qualità. Degli agenti..
I nuovi poveri giapponesi e la rabbia della sinistra dem contro gli oligarchi progressisti
Prezzi folli per il cibo. Calano gli acquisti, si riduce la qualità
A Bruxelles l’asilo Mariuccia o la corruzione dilagante?