La Cina si rafforza in Egitto. E Tajani pensa alle spie russe..

4 Settembre 2026

Sarà una sorpresa per Hollywood, dove credono che Cleopatra fosse una regina di origine subsahariana e dalla pelle nera. Sarà una sorpresa per Trump, che ha una visione della storia e della civiltà limitata a pochi secoli. Ma Egitto e Cina, civiltà plurimillenarie, hanno rafforzato la propria alleanza sotto i simboli, non casuali, della Sfinge e della Grande Muraglia. La visita di Xi Jinping al Cairo è particolarmente interessante poiché l’Egitto è considerato un alleato fedele degli USA che versano, ogni anno, non pochi denari in cambio della sudditanza. D’altronde il ricordo di Nasser è ancora vivo persino in qualche esponente del circolo criminale di Trump.

Al Sisi, ovviamente, non è Nasser. E neppure Sadat. Però ha capito perfettamente che degli Stati Uniti non ci si può fidare. Così come ha capito che la Russia non può rappresentare un’alternativa credibile. Non è più l’Unione sovietica. E l’Unione europea rappresenta solo un mercato, niente più di consumatori a cui vendere prodotti egiziani o transitati per l’Egitto.

Dunque occorre andare d’accordo con tutti ed aprirsi alla Cina. Che ha un surplus commerciale globale da investire. Che ha bisogno di far crescere i Paesi come l’Egitto affinché possano diventare un mercato interessante per le industrie di Pechino. Ma, per Xi Jinping, anche un nuovo passo importante per la penetrazione in Africa e, soprattutto, nel Mediterraneo. Con una partita libica tutta da giocare. Tanto, sino a quando in Italia c’è Tajani ed in Europa Kaja Kallas, la Cina può fare ciò che vuole in quello che era il Mare Nostrum.

 

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