Si cominciava appena a fare a meno dei Ferragnez che, dalla Commissione europea, arriva l’invito a cercare nuovi influencer. Partendo da Taylor Swift e puntando su altri cantanti. Non per promuovere orrende linee di abbigliamento o prodotti di aziende prive di manager capaci di occuparsi della promozione. Ma per avvicinare i giovani alla politica e spingerli a votare alle imminenti elezioni europee.
Dunque, secondo Margaritis Schinas, che è nientepopodimeno che vicepresidente della Commissione europea, i giovani del Vecchio Continente dovrebbero andare alle urne non perché convinti dal programma di uno dei vari schieramenti, ma perché glielo dice una cantante statunitense. Nel suo delirio da follower, la vicepresidente si ricorda perlomeno che si vota per il parlamento europeo e non per le presidenziali statunitensi e, dunque, dopo l’appello rivolto a Swift concede anche a qualche influencer europeo la possibilità di rivolgersi ai giovani.
Non è chiaro per quali motivi un ragazzo o una ragazza della vecchia Europa dovrebbero scegliere un partito o l’altro a seconda delle indicazioni dei Maneskin o di qualche trapper senza capacità musicali. O, forse, è sin troppo chiaro. Schinas è consapevole che gli euro burocrati hanno disgustato tutti gli elettori dotati di un quoziente intellettivo almeno medio. Di conseguenza non si può pretendere che si rechino in massa alle urne per sostenere partiti con programmi che sono la fotocopia di quelli dei presunti avversari. Con una destra fluida e moderna pronta a sostenere una maggioranza di popolari e socialisti per far contenta l’amica Ursula. Con una sinistra, fluida e moderna, pronta a candidare personaggi espressione del sistema di potere finanziario nemico dei popoli europei.
Una destra fluida che, occupandosi solo di cerimonie, non ha neppure cantanti famosi da proporre. Perché quelli bravi non sono allineati al nuovo corso neomeloniano e, dunque, vengono ignorati da TeleMeloni. E una sinistra che sostiene influencer imbarazzanti perché ha completamente cancellato ogni riferimento alla propria cultura originaria.
E costoro dovrebbero rappresentare la nuova politica, il futuro dell’Europa.
Però, se lo chiede Swift, i ragazzi vanno a votare. Forse perché, a differenza della palla al piede della società Ferragnez, perlomeno sa cantare.
La Commissione europea si affida agli influencer per sostituire il messaggio politico
Si cominciava appena a fare a meno dei Ferragnez che, dalla Commissione europea, arriva l’invito a cercare nuovi influencer. Partendo da Taylor Swift e puntando su altri cantanti. Non per promuovere orrende linee di abbigliamento o prodotti di aziende prive di manager capaci di occuparsi della promozione. Ma per avvicinare i giovani alla politica e spingerli a votare alle imminenti elezioni europee.
Dunque, secondo Margaritis Schinas, che è nientepopodimeno che vicepresidente della Commissione europea, i giovani del Vecchio Continente dovrebbero andare alle urne non perché convinti dal programma di uno dei vari schieramenti, ma perché glielo dice una cantante statunitense. Nel suo delirio da follower, la vicepresidente si ricorda perlomeno che si vota per il parlamento europeo e non per le presidenziali statunitensi e, dunque, dopo l’appello rivolto a Swift concede anche a qualche influencer europeo la possibilità di rivolgersi ai giovani.
Non è chiaro per quali motivi un ragazzo o una ragazza della vecchia Europa dovrebbero scegliere un partito o l’altro a seconda delle indicazioni dei Maneskin o di qualche trapper senza capacità musicali. O, forse, è sin troppo chiaro. Schinas è consapevole che gli euro burocrati hanno disgustato tutti gli elettori dotati di un quoziente intellettivo almeno medio. Di conseguenza non si può pretendere che si rechino in massa alle urne per sostenere partiti con programmi che sono la fotocopia di quelli dei presunti avversari. Con una destra fluida e moderna pronta a sostenere una maggioranza di popolari e socialisti per far contenta l’amica Ursula. Con una sinistra, fluida e moderna, pronta a candidare personaggi espressione del sistema di potere finanziario nemico dei popoli europei.
Una destra fluida che, occupandosi solo di cerimonie, non ha neppure cantanti famosi da proporre. Perché quelli bravi non sono allineati al nuovo corso neomeloniano e, dunque, vengono ignorati da TeleMeloni. E una sinistra che sostiene influencer imbarazzanti perché ha completamente cancellato ogni riferimento alla propria cultura originaria.
E costoro dovrebbero rappresentare la nuova politica, il futuro dell’Europa.
Però, se lo chiede Swift, i ragazzi vanno a votare. Forse perché, a differenza della palla al piede della società Ferragnez, perlomeno sa cantare.
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