La corte dei miracoli di Trump tace sul voto di scambio e difende i massacri Usa nel mondo

12 Settembre 2026

Che saranno mai 1.350 miliardi di dollari? Il pirata di Washington che, dopo aver rubato il petrolio venezuelano, vuole anche i minerali del Paese sudamericano, ha promesso 5mila dollari per ogni statunitense adulto qualora gli elettori gli confermassero la maggioranza alla Camera ed al Senato alle elezioni di medio termine di novembre.

Un palese e dichiarato voto di scambio. Molto al di là della scarpa destra regalata dal comandante Lauro prima del voto a Napoli, con la consegna della sinistra dopo il successo elettorale. Quello di Trump, se non fosse una boutade con la certezza di perdere e di non dover pagare, assomiglierebbe tanto ad un atteggiamento mafioso. Ma, ormai, negli USA tutto è permesso.

 

Così non ha neppure dovuto chiarire la provenienza di tutti quei soldi. Suoi? Del bilancio pubblico? Rubati a qualche altro Paese? Tanto va bene tutto, ormai. L’importante è poter disporre della solita corte dei miracoli che tutto giustifica in nome di una democrazia che, con il popolo, non ha nulla da spartire. Una corte dei miracoli che si indigna perché un terzo dei giovani yankee si pone degli interrogativi su ciò che ha portato all’attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre. Si indigna perché i giovani statunitensi osano confrontare i 3mila morti negli USA con le centinaia di migliaia di morti provocati dagli USA in Irak. Pur con la consapevolezza  – ammette persino la corte dei miracoli  – che le prove di armi chimiche irachene erano state inventate.

Poco importa a Trump, nulla importa alla corte dei miracoli dove i nuovi adepti, i convertiti al credo USA, sono peggiori degli originali. I convertiti non tollerano che qualcuno osi dubitare. Bisogna credere e tacere. Perché gli USA sono i buoni e, con le bombe ed i massacri, portano la libertà a chi non la vuole perché pretende di essere libero a modo suo a casa propria.

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