Spostare il tifo dalla curva degli stadi all’analisi geoeconomica può essere un rischio. Così i media occidentalisti che non perdono occasione per esaltare i bottini pirateschi di Trump (Venezuela, ad esempio) mentre raccontano che Zelensky sta per occupare il Cremlino, stanno cantando il De profundis per l’economia cinese. Curiosamente in previsione della visita di Xi Jinping negli Stati Uniti. Ma, ovviamente, è solo una coincidenza.
L’analisi, altrettanto ovviamente, parte da un dato di realtà, obiettivo. Dunque la Cina sovvenziona, con denaro pubblico, una quota consistente di industrie che, senza aiuti, sarebbero costrette a chiudere. E che, al contrario, lavorano e sfornano prodotti sempre meno costosi per poter essere concorrenziali. Solo che la situazione economica delle famiglie cinesi non è brillante, la disoccupazione giovanile è cresciuta, i timori per il futuro pure e l’aumento dei consumi è minimo.
Dunque gli occidentalisti gongolano. E fanno male. Perché tutto ciò che non è assorbito dal mercato interno viene trasferito ai mercati internazionali. A prezzi sempre più bassi. E le esportazioni di Pechino hanno raggiunto livelli record e continuano ad aumentare. È vero che, senza consumi interni adeguati, la situazione è tutt’altro che sana. Ma è curioso che gli analisti se ne accorgano per ciò che succede in Cina mentre continuino ad esaltare l’aumento delle esportazioni italiane a fronte di una stagnazione dei consumi interni.
Con la differenza, non irrilevante, che l’export italiano è anche percentualmente inferiore a quello cinese (in valori assoluti non avrebbe neppure alcun senso fare confronti) ed è concentrato in alcuni settori specifici, a partire dall’aerospazio e dall’agroalimentare. Mentre le esportazioni cinesi a prezzi bassi hanno l’effetto di attirare i consumatori italiani sempre più poveri. In questo modo si indebolisce la produzione nazionale, strangolando progressivamente le aziende che pagano salari bassi e vendono a prezzi elevati, prezzi eccessivi per i lavoratori italiani e le rispettive famiglie.
Quando le aziende italiane, ed europee, saranno costrette a chiudere per la concorrenza cinese, Pechino potrà aumentare i prezzi per la mancanza di alternative. E il tifo occidentalista e anticinese servirà a poco.

