Mosca ha deciso. Dopo una rapida trattativa con Astana, l’oleodotto che portava petrolio kazako in Germania è stato chiuso.
Il Kazakhstan si è accordato e non subirà alcun danno.

Ma la Germania?
È palese che l’industria tedesca, priva di forniture, si avvia su una china estremamente pericolosa. Verso una crisi epocale.
D’altro canto vie di fornitura di petrolio alternative non sono, al momento, alla portata della Germania. Che ha sempre potuto contare sull’ abbondante afflusso da est, e non è attrezzata per sostituirlo.
Per altro, i costi dell’importazione da Occidente, ovvero in prevalenza dagli USA, appaiono proibitivi.
La recessione è, dunque, alle porte. E la Germania è ormai entrata in un tunnel in cui non traspare luce. Neppure lontana.
Questo a causa, primariamente, delle impennate politiche del Cancelliere Merz. Il Cancelliere, per altro, più debole politicamente della Germania del dopoguerra.
Che rischia, anche per questa situazione, una sonora sconfitta elettorale.
Infatti l’AfD sta avanzando in tutti i Länder, non solo ad est. E sembrerebbe destinato a diventare il primo partito del paese.
Sembrerebbe…perché Merz sta facendo di tutto, anche illecitamente, per cercare di escluderlo dalle elezioni. Sbandierando ai quattro venti un presunto “nazismo” della estrema destra tedesca.

Chiaramente una menzogna, ma funzionale all’interesse del Cancelliere e del suo gruppo di governo.
Che, scientemente, vogliono portare la Germania verso il conflitto militare con la Russia.
Una strategia suicida. Merz, però, la sta ponendo in atto per volontà dei suoi padroni. Che risiedono altrove, e sono i signori, neppure tanto occulti, della finanza internazionale.
Finanza che trae enormi profitti dal conflitto in Ucraina. E ritiene di poterne trarre ancora di più da un diretto coinvolgimento della Germania.
D’altro canto Merz è sempre stato un uomo di Black Rock, la potentissima banca finanziaria con sede a New York e Londra.
Ed è stato, da questa, prestato (si fa per dire) alla politica.
Insomma, per intenderci, nessuna affinità con il, vecchio, Fürher…solo apparenza.
Putin non vorrebbe un, ulteriore, allargamento del conflitto ucraino, del quale sta, ormai, venendo a capo.

Tuttavia è un realista. E se Merz vuole la guerra…la Russia è pronta. Questo significa il blocco delle forniture dal Kazakhstan. Ultimo avviso.
Per altro, Trump ha palesato l’intenzione di ritirare gran parte delle forze americane di stanza in Germania.
Volete la guerra? Beh, sono fatti vostri.