“Nell’Italia di Meloni i diritti sono minacciati”. Come non allinearsi all’approfondita analisi della nota costituzionalista Elodie? Una tipica esponente di quella gauche intello con alle spalle studi di altissimo livello, pubblicazioni impareggiabili. Ovvio che la destra fluida di governo non sia in grado di controbattere, di contrastare. Eppure famigli e famigliari di Giorgia sono quotidianamente impegnati nel mettersi al passo con le indicazioni della sinistra di lotta e di governo.
Ma non basta mai. Non basta che la destra fluida si ecciti esclusivamente per una pallavolista, dimenticando tutti gli altri atleti che hanno ottenuto medaglie alle Olimpiadi. Non basta che si entusiasmi ogni volta che l’inquilino del Quirinale si scatena contro fascismo e neofascismo (dimenticando le vittime della parte sconfitta, compresi bambini e donne). Non basta affidare le iniziative culturali sul territorio ad esponenti della sinistra che incassano soldi, si lamentano, organizzano rassegne faziose, di pessimo livello e con poco pubblico, ma poi protestano per la mancanza di libertà.
Non basta sposare tutte, ma proprio tutte, le parole d’ordine della sinistra più viziata e viziosa. Non basta accettare la politica estera decisa dalla sinistra di Washington. Non basta adeguarsi alla politica economica stabilita dal centrosinistra a Bruxelles.
Perché, ogni volta, la gauche in redazione parte comunque all’attacco. E partono all’attacco cantanti ed attori, registi e comparse, personaggi inutili da Grande Fratello o inutili personaggi di Isole per sfigati in cerca di rilancio.
La destra fluida, incapace di reagire, si limita ad incassare. Perché ignora il giornalismo, la comunicazione, la controinformazione. Così la sinistra sconfitta alle urne vince nella gestione della società. Ma la banda di lady Piscina se ne frega. A loro basta conservare le poltrone. Non vogliono cambiare la società, non vogliono lasciare un segno.
E si infastidiscono quando scoprono che esistono realtà, sul territorio, dove gli amministratori locali di destra meno fluida organizzano eventi con intellettuali di destra per nulla fluida. Iniziative che hanno successo. E che provocano malcelata rabbia nei vertici governativi.
La destra fluida insegue la filosofa Elodie e la gauche intello
“Nell’Italia di Meloni i diritti sono minacciati”. Come non allinearsi all’approfondita analisi della nota costituzionalista Elodie? Una tipica esponente di quella gauche intello con alle spalle studi di altissimo livello, pubblicazioni impareggiabili. Ovvio che la destra fluida di governo non sia in grado di controbattere, di contrastare. Eppure famigli e famigliari di Giorgia sono quotidianamente impegnati nel mettersi al passo con le indicazioni della sinistra di lotta e di governo.
Ma non basta mai. Non basta che la destra fluida si ecciti esclusivamente per una pallavolista, dimenticando tutti gli altri atleti che hanno ottenuto medaglie alle Olimpiadi. Non basta che si entusiasmi ogni volta che l’inquilino del Quirinale si scatena contro fascismo e neofascismo (dimenticando le vittime della parte sconfitta, compresi bambini e donne). Non basta affidare le iniziative culturali sul territorio ad esponenti della sinistra che incassano soldi, si lamentano, organizzano rassegne faziose, di pessimo livello e con poco pubblico, ma poi protestano per la mancanza di libertà.
Non basta sposare tutte, ma proprio tutte, le parole d’ordine della sinistra più viziata e viziosa. Non basta accettare la politica estera decisa dalla sinistra di Washington. Non basta adeguarsi alla politica economica stabilita dal centrosinistra a Bruxelles.
Perché, ogni volta, la gauche in redazione parte comunque all’attacco. E partono all’attacco cantanti ed attori, registi e comparse, personaggi inutili da Grande Fratello o inutili personaggi di Isole per sfigati in cerca di rilancio.
La destra fluida, incapace di reagire, si limita ad incassare. Perché ignora il giornalismo, la comunicazione, la controinformazione. Così la sinistra sconfitta alle urne vince nella gestione della società. Ma la banda di lady Piscina se ne frega. A loro basta conservare le poltrone. Non vogliono cambiare la società, non vogliono lasciare un segno.
E si infastidiscono quando scoprono che esistono realtà, sul territorio, dove gli amministratori locali di destra meno fluida organizzano eventi con intellettuali di destra per nulla fluida. Iniziative che hanno successo. E che provocano malcelata rabbia nei vertici governativi.
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