La destra fluida vuole di nuovo perdere il treno dei giovani

27 Febbraio 2024

Je prends le train qu’est avant l’tien

Mais on prend tous le train qu’on peut

Un passaggio di “Le moribond”, di Brel. Poi ripreso anche da Vecchioni: “Scusa se non ti aspetterò, si prende il treno che si può”. Perché alcuni treni, quasi tutti, passano solo una volta e bisogna decidere se prenderli o meno. E la destra italiana aveva già deciso di non prenderlo, il treno del 68.

Un giorno ti telefona il gran capo

c’è l’università da ripulire

tu non prevedi, tu non puoi capire

che i sovversivi sono camerati….

Era un casino : beh sono d’accordo

era un po’ duro prendere quel treno

tra un mucchio di pidocchi e di illusioni

giocare un ruolo “noi figli del sole”.

Lo spiega Walter Jeder in un brano cantato da Fabrizio Marzi. Ma potrebbe spiegarlo anche Mario Merlino, che su quel treno provò a salirci in anticipo. Peccato che non sia stato capito, a partire dell’ambito famigliare.

Perché ora, il treno di una protesta giovanile, viene nuovamente ignorato. E, soprattutto, la destra ignora volutamente i propri giovani che nulla hanno a che fare con Netanyahu, con gli ordini in arrivo da Washington e, ultimi in ordine di tempo, con i diktat del cialtrone di Kiev pronto a fornire all’amica Giorgia le liste di proscrizione degli avversari della guerra Nato.

Ma c’è una grande differenza rispetto al 68. Allora la destra almirantiana scelse di schierarsi dalla parte di una borghesia gretta e spaventata, che non capiva la rivolta dei propri figli. Ed approfittò della famosa dichiarazione di Pier Paolo Pasolini a favore dei poliziotti, figli del popolo, contro i contestatori figli della buona borghesia. Ora i poliziotti guadagnano più di quanto sperano di guadagnare, un giorno, gli studenti che protestano. Il lavoro sicuro dei manganelli contro il precariato dei futuri laureati.

Quanto alla borghesia, è sotto attacco proprio da parte della destra di governo.

L’unica fortuna, per la destra fluida ed atlantista, è rappresentata dalla presenza dall’armocromata Elly alla guida di una sinistra senza idee e senza anima. Disperatamente alla ricerca di un consenso tra giovani allo sbando. Anche perché la posizione della Schlein e dei vari personaggi alla Guerini è identica a quella di Meloni e Tajani sui temi che portano in piazza i ragazzini.

Mancano catalizzatori della protesta che, di conseguenza, rimane sterile e fragile. Non ci sono leader credibili tra i gretini né tra i filo palestinesi. E le puttanate dei trapper possono scatenare risse, ma non una rivolta e tantomeno una rivoluzione.

Però, i leader, possono anche nascere. Con buona pace di chi va a prendere ordini a Washington, a Tel Aviv, a Kiev. E riesce a fare una pessima figura in Sardegna nonostante Elly Schlein.

 

Condividi

Trending posts

Leggi anche