Leggo. Ascolto. E resto, quanto meno, perplesso.
A suscitare questa impressione, o, se preferite, questo amaro sentimento, il comportamento dell’Europa. Più esattamente dei governi di molti paesi europei. Il nostro, quello italiano, primo fra tutti.
Ben Gvyr, il bellicoso e grossolano ministro israeliano, si fa immortalare mentre sfotte i membri della, fantomatica, Flotilla che portava, molto teoricamente, aiuti a Gaza.

Esecrazione generale. Perché questi membri sono per lo più cittadini europei. Figli di papà, viziati e protetti dalle loro ambasciate. Dalle convenzioni internazionali. E quel bruto arrogante di Ben Gvyr non dovrebbe assolutamente permettersi di…
Già, ma di che cosa?
Perché,vedete, quello che lascia perplesso è la sostanza di quanto è avvenuto e sta avvenendo. Non la forma, certo volgare e triviale, con cui si muove quello specifico Ministro israeliano.
E la sostanza è una e una sola. Il governo di Telaviv, per semplificare Netanyahu, si fa un baffo di leggi e regole internazionali. Le sue navi intercettano gli aiuti per Gaza in acque internazionali. Con atti che possono solo essere definiti di aperta pirateria.
Di più…a Gaza, in Cisgiordania, nel Sud del Libano, in Siria sino a Damasco, le forze israeliane stanno creando un vero e proprio inferno. In dispregio a tutte le leggi e tutti gli accordi internazionali.
E il governo di Telaviv sta facendo di tutto per impedire una soluzione pacifica della guerra con l’Iran.

President of the European Commission
Lo fanno, perché lo possono fare. Con la copertura, e la connivenza, di Washington. E con la, sostanziale, complicità dei governi europei.
Che, certo, stigmatizzano, condannano, deferiscono ministri all’inutile Tribunale Internazionale dell’Aja…ma, in sostanza, non fanno un bel niente di concreto per fermare il massacro.
Perché quando mai tutta questa indignazione si è tradotta anche in un piccolo, minimale, pacchetto di sanzioni contro Israele?
Contro Mosca, per la questione ucraina, siamo, ormai, ad oltre venti pacchetti di sanzioni. Pesanti, pesantissime…
Che, poi, queste abbiano avuto l’unica funzione di spingere Mosca nelle braccia di Pechino, è altra storia.
Afferisce alla miopia, e alla stupidità, dei vertici europei.
Ma le sanzioni contro Israele? Non contro Ben Gvyr o un altro ministro…e neppure contro Netanyahu. Queste sono sanzioni, o meglio più che altro minacce che lasciano il tempo che trovano. Delle quali i vertici israeliani possono farsi una grassa risata. E tirare dritto per la strada intrapresa.

Sanzioni contro Israele, per porre fine ad una politica di espansione militare e coloniale in tutto il Medio Oriente, neppure una.
Solo fuffa. Solo fumo, per via della pagliacciata della, cosiddetta, Flotilla.
E allora…resto perplesso.
Quello cui stiamo assistendo è solo, l’ennesima e indegna, pagliacciata.
Un fiera. La fiera dell’ipocrisia.