Volete cannoni o turisti? La domanda retorica, come quella di Draghi sulla scelta tra condizionatori ed armi (anche se lui, ipocrita, definisce “pace” l’acquisto di armi), non è neanche stata posta ai finlandesi. D’altronde neanche gli italiani hanno potuto scegliere. Il taglio agli investimenti per poter regalare soldi e armi a Zelensky non è sottoposto a referendum. Decidono i mercanti di armi e i maggiordomi politici eseguono.

Adesso tocca ai finlandesi scoprire che le scelte dei guerrafondai hanno conseguenze pesanti per la popolazione. Ad esempio si sono persi 2milioni di turisti russi ogni anno. E per un Paese con poco più di 5 milioni di abitanti, non è proprio irrilevante. Così come non è irrilevante la disoccupazione salita al 15%. Hanno chiuso hotel, ristoranti, negozi, centri benessere. Ma, a cascata, sono stati lasciati a casa anche lavoratori dell’industria forestale e di quella siderurgica.

I grandi economisti del governo di Helsinki hanno allora pensato di favorire il turismo interno. E hanno scoperto, strano ma vero, che impoverendo il Paese ed aumentando la disoccupazione, il turismo interno non cresce. Perché mancano i soldi. Quelli dei russi, in particolare. E servirà tempo, molto tempo, prima che i turisti russi dimentichino il comportamento dei finlandesi. E degli altri Paesi governati dagli euroebetini.