D’accordo, la geografia ormai è praticamente sparita dai programmi scolastici. E gli editori di giornali e TV risparmiano su tutto. Però dotare ogni redazione di un mappamondo non avrebbe un costo esorbitante. Così si eviterebbe di assistere all’entusiasmo degli “esperti” di politica estera che non hanno nascosto il proprio entusiasmo mentre annunciavano che la Russia sarebbe stata costretta ad abbandonare le basi navali in Siria per trasferire la flotta del Mediterraneo in Libia.
Al di là dall’entusiasmo che proprio non si addice a chi, mentendo, sostiene di essere imparziale e di limitarsi a fornire le notizie, anche sul trasferimento delle navi russe le certezze non ci sono. Mosca ed i jihadisti stanno trattando e si vedranno gli sviluppi.
Ma se fossero vere le informazioni dei giornalisti super partes ma anti putiniani, ci sarebbero ben pochi motivi per festeggiare. Perché significherebbe, secondo loro, avere le basi del Cremlino proprio di fronte all’Italia, in Cirenaica. Non solo navi e sommergibili, ma anche aerei. Forse, però, il problema è proprio nel nome, Cirenaica. Perché magari un’idea di dove sia la Libia riescono ad averla. Ma la Cirenaica dove diavolo è? La scuola che hanno frequentato, rigorosamente corretta politicamente, mica poteva raccontare della presenza italiana in Tripolitania e Cirenaica. Di una guerra vinta. Non sia mai!
Dunque nessuna preoccupazione. La Cirenaica è dalle parti dell’Isola che non c’è.
Più a rischio una delle altre ipotetiche scelte della Russia. L’Algeria. È vero che nell’immaginario collettivo delle relazioni gauchiste l’Algeria è legata alla Francia, non solo storicamente. Ma anche in questo caso basta una cartina geografica per accorgersi che, per l’Italia, sarebbe molto meglio se le basi russe restassero in Siria.
La gauche in redazione ignora la geografia
D’accordo, la geografia ormai è praticamente sparita dai programmi scolastici. E gli editori di giornali e TV risparmiano su tutto. Però dotare ogni redazione di un mappamondo non avrebbe un costo esorbitante. Così si eviterebbe di assistere all’entusiasmo degli “esperti” di politica estera che non hanno nascosto il proprio entusiasmo mentre annunciavano che la Russia sarebbe stata costretta ad abbandonare le basi navali in Siria per trasferire la flotta del Mediterraneo in Libia.
Al di là dall’entusiasmo che proprio non si addice a chi, mentendo, sostiene di essere imparziale e di limitarsi a fornire le notizie, anche sul trasferimento delle navi russe le certezze non ci sono. Mosca ed i jihadisti stanno trattando e si vedranno gli sviluppi.
Ma se fossero vere le informazioni dei giornalisti super partes ma anti putiniani, ci sarebbero ben pochi motivi per festeggiare. Perché significherebbe, secondo loro, avere le basi del Cremlino proprio di fronte all’Italia, in Cirenaica. Non solo navi e sommergibili, ma anche aerei. Forse, però, il problema è proprio nel nome, Cirenaica. Perché magari un’idea di dove sia la Libia riescono ad averla. Ma la Cirenaica dove diavolo è? La scuola che hanno frequentato, rigorosamente corretta politicamente, mica poteva raccontare della presenza italiana in Tripolitania e Cirenaica. Di una guerra vinta. Non sia mai!
Dunque nessuna preoccupazione. La Cirenaica è dalle parti dell’Isola che non c’è.
Più a rischio una delle altre ipotetiche scelte della Russia. L’Algeria. È vero che nell’immaginario collettivo delle relazioni gauchiste l’Algeria è legata alla Francia, non solo storicamente. Ma anche in questo caso basta una cartina geografica per accorgersi che, per l’Italia, sarebbe molto meglio se le basi russe restassero in Siria.
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