La gauche intello, priva di idee, per continuare a perdere fa guerra alle statue

21 Aprile 2024

Come può tornare a vincere questa sinistra se continua a dare ospitalità ad una schiera di ahuris uno più imbarazzante dell’altro? Il servilismo italiano in politica estera non li tocca, perché sarebbero altrettanto schiavi degli identici padroni. La fallimentare politica economica non li riguarda, perché sarebbero altrettanto schierati nella difesa di un padronato incapace e rapace. Ed allora la gauche intello, per farsi notare, è costretta a cavalcare battaglie di retroguardia o di dedicarsi all’idiozia della cancel culture.

L’ultimo episodio riguarda Padova dove qualche genio all’interno della maggioranza di centrosinistra ha contestato la decisione di collocare in un parco cittadino una statua dedicata agli alpini. Perché lo scultore aveva osato rappresentare un alpino con tanto di fucile. L’arma era appoggiata a terra, proprio per evitare ogni esaltazione bellica, ma alla nuova sinistra non è bastato. Forse qualche petit connard ignorava che gli alpini sono dei soldati e non delle crocerossine. Eppure a Padova la differenza dovrebbe essere nota. Fortunatamente il sindaco ha ignorato le idiozie di qualche suo sostenitore ed ha deciso che la statua sarà collocata dove previsto.

Ma anche Beppe Sala, a Milano, è alle prese con qualche genio dell’apposita commissione che ha bocciato la statua di una mamma che allatta il neonato. Perché, secondo la gauche intello in commissione, il gesto dell’allattare sarebbe divisivo. Indubbiamente, come insegna Netanyahu, i bambini invece di allattarli possono essere sterminati. Lasciati morire di fame. Ma anche se nutrire un neonato fosse divisivo, qual è il problema? C’è forse unità di vedute sui monumenti dedicati a Garibaldi? A Cavour e Vittorio Emanuele II? Ai partigiani? Qualsiasi statua è divisiva. C’è chi non ama Dante e chi odia Manzoni, chi si indigna per Giordano Bruno e chi per Savonarola, chi non vorrebbe la statua di un Papa e chi non tollera gli archi romani. E allora? Abbattiamo tutto per far contento qualche gauchista con gravi problemi mentali?

È vero che la gauche intello, non avendo nulla da proporre per il futuro, è costretta a far la guerra al passato. A rivendicare guerre che non ha combattuto, a proporre il linciaggio fisico degli avversari. Ma poi, almeno, potrebbe evitare di organizzare sedute di autoanalisi all’insegna dell’onanismo intellettuale per cercare di capire i motivi della crescente lontananza di un elettorato che vorrebbe soluzioni per il domani e non puttanate sull’altro ieri.

 

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