La “geografia politica” che verrà. Ipotesi e fantasia

17 Agosto 2026

 

 

Lavorare, almeno un po’, di fantasia. Una “fantasia”, tuttavia, fondata su dati concreti. Ipotesi, certo…ma ipotesi che appaiono molto…concrete. Prossime a divenire realtà.

 

Prendiamo una carta geografica dell’Ucraina e delle regioni limitrofe. E proviamo, appunto, a immaginare.

 

Ciò che potrebbe essere, che, forse, sarà di quelle terre.

È ormai evidente che il regime di Kiev ha le ore contate.

Il suo esercito, tranne alcuni reparti speciali, è allo sbando.

 

Soprattutto la popolazione civile è stremata. Quella che, ancora, non è fuggita all’estero, per evitare arruolamenti forzati e altre soperchierie dagli scherani di Zelensky.

 

Lavrov, il Ministro degli Esteri russo, in genere il volto più diplomatico del Cremlino, è stato estremamente chiaro. Ed insolitamente duro.

 

Mosca non crede più ad una soluzione diplomatica del conflitto. E diffida, per usare un eufemismo, della buona fede degli occidentali.

Saranno quindi le armi a decidere.

 

Probabile, quindi, che le armate russe, che già stanno intensificando la loro azione, affondino ben oltre la cintura, ormai praticamente conquistata, del Donbas.

 

Odessa, certo. E tutta la fascia di territorio che collega con la Transnistria, già, di fatto, sotto controllo russo.

E questo implicherà il ridurre l’Ucraina ad una enclave terrestre, senza sbocchi al mare.

Ammesso, e non concesso, che un’Ucraina indipendente possa continuare ad esistere. Perché, ormai, le armate di Mosca sembrano prepararsi ad affondare sino a Kiev.

 

Ed è possibile ipotizzare una definitiva spartizione di quella che, come dice il suo stesso nome, altro non era che una Terra di Confine.

Fino all’ingegneria statuale sovietica e, soprattutto, al crollo dell’URSS .

 

Un’Ucraina che viene spartita fra Mosca e la Polonia. Con delle regioni consegnate all’Ungheria, dove la popolazione è in maggioranza magiara.

 

Certo, Varsavia non ama, storicamente, Mosca. Epperò ha molti dubbi, e pesanti sospetti, sul regime di Kiev.

Inoltre il nazionalismo polacco è sempre forte. E recuperare territori, considerati propri, potrebbe rappresentare la chiave di volta per un accordo, sotto traccia e provvisorio, con la Russia.

 

L’Ucraina, dunque, svanirebbe come neve al sole. Senza lasciare che un vago ricordo.

Gli ucraini tornerebbero ad essere cittadini russi, polacchi, ungheresi…

 

Fantasie, probabilmente. Tuttavia fantasie che, ogni giorno che passa, sembrano divenire sempre più tangibili.

Realizzarsi.

 

Vedremo, comunque, in futuro. Un futuro che sembra molto, davvero molto prossimo.

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