Bugiardi. Semplicemente, fastidiosamente bugiardi. I membri del governo ed alcuni dei loro datori di lavoro: i petrolieri. Prima, con la complicità di alcuni media, raccontano che gli italiani sono in vacanza. Poi raccontano di essere alle prese con un intervento per ridurre i costi del carburante in vista delle vacanze. Riducono le accise sul diesel e non sulla benzina, con la scusa che mancano i milioni per ampliare il provvedimento e, contemporaneamente, annunciano un aumento delle spese militari. Infine proclamano un futuro intervento sulle accise anche della benzina, programmandolo per una data successiva all’ennesimo esodo raccontato dai soliti media.
Basta? Certo che no. Perché i media di regime si “dimenticano” di spiegare che più si alza il prezzo dei carburanti, più il governo incassa grazie alle tasse che gravano su benzina e diesel. Dunque una riduzione delle accise non ridurrebbe gli incassi pubblici rispetto al dato iniziale, ma ridurrebbe soltanto l’incremento degli incassi.
Quanto ai distributori, non abbassano i prezzi nonostante il calo del prezzo del petrolio con l’alibi di aver riempito i serbatoi quando il prezzo era più alto. Però, quando il prezzo del petrolio cresce, i distributori aumentano immediatamente i prezzi perché, casualmente, avevano tutti, ma proprio tutti, i serbatoi vuoti e sono stati costretti ad acquistare la benzina ai prezzi massimi. Peccato che il petrolio venduto ai prezzi più alti non abbia avuto neanche il tempo di essere caricato sulle navi, tantomeno lavorato e consegnato ai distributori.
D’altronde il primo bugiardo della catena sia il loro grande padrone Trump, che inizia e conclude le aggressioni al mondo intero a seconda degli investimenti in Borsa della sua famiglia.
Una vergognosa truffa globale ai danni dei sudditi.
La grande bugia di governo, media e petrolieri sul prezzo della benzina
Bugiardi. Semplicemente, fastidiosamente bugiardi. I membri del governo ed alcuni dei loro datori di lavoro: i petrolieri. Prima, con la complicità di alcuni media, raccontano che gli italiani sono in vacanza. Poi raccontano di essere alle prese con un intervento per ridurre i costi del carburante in vista delle vacanze. Riducono le accise sul diesel e non sulla benzina, con la scusa che mancano i milioni per ampliare il provvedimento e, contemporaneamente, annunciano un aumento delle spese militari. Infine proclamano un futuro intervento sulle accise anche della benzina, programmandolo per una data successiva all’ennesimo esodo raccontato dai soliti media.
Basta? Certo che no. Perché i media di regime si “dimenticano” di spiegare che più si alza il prezzo dei carburanti, più il governo incassa grazie alle tasse che gravano su benzina e diesel. Dunque una riduzione delle accise non ridurrebbe gli incassi pubblici rispetto al dato iniziale, ma ridurrebbe soltanto l’incremento degli incassi.
Quanto ai distributori, non abbassano i prezzi nonostante il calo del prezzo del petrolio con l’alibi di aver riempito i serbatoi quando il prezzo era più alto. Però, quando il prezzo del petrolio cresce, i distributori aumentano immediatamente i prezzi perché, casualmente, avevano tutti, ma proprio tutti, i serbatoi vuoti e sono stati costretti ad acquistare la benzina ai prezzi massimi. Peccato che il petrolio venduto ai prezzi più alti non abbia avuto neanche il tempo di essere caricato sulle navi, tantomeno lavorato e consegnato ai distributori.
D’altronde il primo bugiardo della catena sia il loro grande padrone Trump, che inizia e conclude le aggressioni al mondo intero a seconda degli investimenti in Borsa della sua famiglia.
Una vergognosa truffa globale ai danni dei sudditi.
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