Si fa un gran parlare del rischio di una, nuova, Guerra Mondiale. Ed è, detto sinceramente, una grande sciocchezza. Perché questo conflitto mondiale c’è già. È già in atto, sotto i nostri occhi, solo che non lo vediamo. Non vogliamo vederlo, o, più facilmente, non ne siamo capaci.
Vediamo, allora, di fare un po’ di chiarezza.
I conflitti mondiali non sono più, semplicemente, lo scontro tra due grandi blocchi precisamente definiti. Anzi, tale visione è, sostanzialmente ferma alla I Guerra Mondiale. Perché già nella Seconda le cose stavano ben diversamente.

Infatti provate a pensare alla guerra tra l’URSS e la Finlandia. O alla stessa campagna di Grecia voluta dall’Italia.
O anche, semplicemente, all’attacco alla Polonia, che vide agire simultaneamente la Germania di Hitler e l’Unione Sovietica di Stalin.
Certo, poi tutto, nella memoria storica, viene ricondotto ad un sostanziale conflitto unitario. Dimenticando, però, tutto il…contorno.
Oggi, la Guerra Mondiale ha, tuttavia, assunto dei chiari caratteri asimmetrici.
Per questo risulta difficile identificarla come tale. Prenderne piena coscienza.
Proviamo a guardare un planisfero. E a identificare le aree di conflitto.
Due conflitti balzano immediati all’occhio. La guerra Russo-Ucraina, e l’offensiva israeliana a Gaza e, più in generale, in Medio Oriente. Non sono i soli, ma partiamo da questi, perché, in qualche modo, ci portano diretti al nocciolo del problema.

Ucraina. Se non si è completamente ciechi – come la maggioranza della grande stampa e dei media italiani – si sarà, ormai, compreso che è solo il teatro scelto per uno scontro ben più ampio. Nel quale gli ucraini forniscono la carne da macello, ma non sono soli. E, soprattutto, non esercitano alcun potere decisionale.
Il vero scontro è fra Russia e NATO. Fino a pochi mesi fa tutta la NATO, ora però priva degli States, vista la svolta della politica estera statunitense imposta dall’Amninistrazione Trump. Che si è chiamata, sostanzialmente, fuori da quella guerra voluta dalla precedente Amministrazione Biden. E da chi la controllava.
Non così, però, i “poteri forti” finanziari che quel conflitto hanno voluto. E che continuano a patrocinare, sfruttando l’Unione Europea e la NATO europea. Con l’appoggio, esplicito, della Gran Bretagna.
Trump sta cercando di porre fine ad un conflitto che Mosca ha già, di fatto, vinto. E cercando di evitarne l’allargamento.
Salvare il salvabile…ma non è detto che ci riesca. E, ormai, la pazienza di Putin appare esaurita.
Ma l’Ucraina è solo un teatro del conflitto. Il più evidente, ma non l’unico. Un conflitto strisciante, per ora, in Trasnistria-Moldavia, in Kosovo-Serbia, in Bulgaria…

Poi, c’è il Medio Oriente. Gaza e l’espansione di Israele. La Siria nel caos di una guerra civile fra etnie e gruppi religiosi, appoggiate da USA, Francia, Gran Bretagna, Turchia… L’Iraq travagliato da fazioni ed etnie che si appoggiano a Tehran, al Qatar, ai Sauditi…con l’ombra, prossima, del Grande Fratello americano.
E la Libia. Precipitata nella guerra fra Cirenaica e Tripolitania…la presenza della Francia, invadente. L’ombra, sempre più consistente della Russia.
E tutta l’Africa sub-sahariana che ne viene coinvolta. E stravolta. Con una crescente presenza russa, che sostituisce, d’imperio, quella francese.
E il Sudan, frammentato da guerre intestine, il Corno d’Africa nel caos, e la presenza, anche militare, cinese.
La Cina. Che proietta la sua ombra su Taiwan. E su tutta l’area del Pacifico. Contrastata dalla presenza statunitense, che vorrebbe contenerla e restringerla in una regione meramente terrestre. Venti di guerra sui mari, sempre più forti.
E la guerra fra India e Pakistan. Sospesa, soltanto sospesa, per l’ingerenza diplomatica e militare di Washington.
Ma è una tensione armata, che spezza il fronte dei BRICS, e che lascia presagire notevoli minacce molto prossime.

E non va dimenticato il continente americano. Dove la politica di Washington esige una totale uniformità. Di cui si è fatto alfiere Milei, dell’Argentina. Ma alla quale si oppone Lula, dal Brasile. Per non parlare della, cosiddetta, Lega Andina, pervasa di umori bolivaristi, e sempre più riottosa ai voleri del Grande Fratelli statunitense.
E potrei continuare….
Ora, prendete però un planisfero. E provate a segnare tutti questi conflitti, già esplosi o latenti.
Osservateli con attenzione.
Ovunque, nel mondo, vi è guerra.
Una guerra mondiale, dunque, ancorché non con soli due fronti contrapposti.
Il che, per altro, la rende sempre più pervadente. E pericolosa.