La logistica motore dello sviluppo economico dell’Asia. L’Italia sceglie armi e ritardi

23 Aprile 2025

INSTC, ossia il Corridoio di trasporto internazionale Nord-Sud, è il sistema logistico in fase di realizzazione tra India, Iran e Russia. Non un’alternativa in concorrenza con la Via della Seta cinese, bensì un’alternativa in aggiunta al progetto di Pechino. Perché l’Asia si muove, e lo fa velocemente. Nella consapevolezza che un sistema logistico efficiente è alla base di uno sviluppo economico sano e duraturo.

Dunque Mosca, Nuova Delhi e Teheran stanno costruendo porti e ferrovie per creare un sistema che porterà le merci sino nel cuore dell’Europa con un risparmio del 30% in termini economici rispetto al Canale di Suez e con un tempo di percorrenza ulteriormente ridotto. Ma non ci sarà solo l’Europa come destinazione finale. Il gas russo raggiungerà infatti anche il Pakistan da un lato e, attraverso l’Iran, anche l’Africa sul fronte opposto. E lo stesso vale per le merci.

Ci sono due aspetti da sottolineare. India e Pakistan non sono proprio Paesi alleati, per usare un eufemismo, ma il progetto indo-russo-iraniano coinvolge anche Islamabad. E lo stesso vale per l’Africa dove il Corridoio INSTC utilizzerà anche le ferrovie che sta realizzando la Cina. Dimostrazione pratica che gli accordi economici e commerciali possono anche superare i problemi politici e le rivalità storiche.

D’altronde anche l’obiettivo di raggiungere l’Europa attraverso la rete ferroviaria va in questa direzione. Sia per il Corridoio INSTC sia per la Via della Seta. È evidente che Paesi abituati a pensare sul medio-lungo periodo possono tranquillamente fregarsene della momentanea presenza a Bruxelles di mentecatti guerrafondai. Gli eurofolli passano, i commerci internazionali restano. Marco Polo dovrebbe essere studiato con più attenzione, ed anche Alessandro Magno. L’ignoranza degli eurofolli è abissale.

C’è però un altro aspetto che potrebbe preoccupare l’Italia, se avesse un ministro degli esteri ed uno che si occupa delle imprese italiane. Entrambi i progetti logistici sembrano ignorare il Mediterraneo ed essere alternativi a Suez. Non è proprio così. Perché a tutelare il Mediterraneo provvede Erdogan che tratta sia con Pechino sia con Mosca. E Putin è impegnato anche in un dialogo con l’Azerbaijan, Paese legato alla Turchia. Dunque il grande sistema logistico asiatico arriverà anche sulle sponde del Mediterraneo.

Dove si scontrerà con le inefficienze italiane. Autostrade intasate, ferrovie con ritardi indecenti, tempi ridicoli per costruire nuove linee ferroviarie, riduzione del servizio tra Torino e Venezia-Trieste, ossia lungo la linea che dovrebbe rappresentare la prosecuzione della Torino-Lione..

Ma i soldi servono per comprare le armi e far contento Crosetto.

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