La maggioranza non è più maggioranza. E gli italiani non vogliono più mandare armi a Zelensky

27 Aprile 2024

Che faccia, l’armocromata Elly, mentre nella sua comfort zone di Piazzapulita ascolta l’intervento del sondaggista Mannheimer! Eppure Mannheimer è un compagno di provata fede. E il conduttore, Formigli, potrebbe tranquillamente fare il capolista del PD in qualsiasi competizione elettorale. Ma non è bastato. Perché, ad un certo punto, i sondaggi si sono spostati dalla retorica del 25 aprile alla realtà della guerra in Ucraina. Sì, proprio quella guerra con i soldi delle famiglie italiane regalati alla banda Zelensky con l’approvazione di Giorgia ed Elly, a braccetto quando si tratta di far contenti i padroni di Washington.

Bene, anzi male. Perché il compagno Mannheimer ha esposto i cartelli da cui emerge che la maggioranza degli italiani non è d’accordo con i guerrafondai al governo ed all’oppofinzione. E che, con il passare del tempo, anche tra gli elettori del PD è aumentata la quota di coloro che hanno cambiato idea, diventando contrari all’invio di armi.

Una clamorosa disfatta, non solo una sconfitta, per i politici italiani dei due schieramenti e per una stragrande maggioranza di giornalisti impegnati in una propaganda a senso unico a favore di Zelensky e contro Putin. Più aumenta la propaganda e più cresce il rifiuto. Non male come risultato.

Ovviamente la coppia di fatto Giorgia/Elly continuerà a fregarsene del parere degli italiani, a partire dai propri elettori. E chissenefrega se aumenteranno gli astenuti alle prossime consultazioni: l’importante sono le percentuali, non i votanti reali.

Però, dai sondaggi, emerge anche un dato che dovrebbe far svegliare l’assonnato circolo della Garbatella. La somma dei consensi per i partiti di oppofinzione supera la somma dei consensi per la maggioranza. È vero che il campo larghissimo del centrosinistra è, per ora, solo un gioco di società per i salotti televisivi fedeli alla linea, però Elly può anche andare a casa per essere sostituita da qualcuno in grado di raggruppare un fronte contro la non politica della destra fluida di governo.

Per il momento, però, il circolo della Garbatella pare fregarsene del calo dei consensi. Meglio continuare a far finta di niente, meglio continuare a mentire su una crescita che non esiste, su un ruolo internazionale che non c’è. Meglio negare la povertà in aumento, il lavoro povero, la mancanza di investimenti strategici. Peccato che gli elettori del centrodestra comincino ad accorgersene. Certo, poi arriva l’ondata di antifascismo televisivo e l’elettorato si ricompatta almeno in parte. Ma non si possono sempre organizzare le elezioni dopo gli show di Scurati e Saviano.

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