La mancanza di coraggio mette a rischio il futuro dei Brics

2 Luglio 2025

Cosa succede ai Brics? Sarebbe comodo rispondere che stanno affrontando una crisi di crescita. Una sorta di fase adolescenziale. Comodo ma, probabilmente, falso. Le differenze stanno emergendo ed evidenziano percorsi dissimili, obiettivi distanti, realtà interne non sempre compatibili. La prossima settimana i membri effettivi ed i partner si riuniranno in Brasile, ma si guarderà soprattutto agli assenti.

Putin, ad esempio, non ci sarà. Perché Lula non ha avuto il coraggio di mandare al diavolo la corte penale internazionale, a differenza di quello che hanno fatto altri. Ed altri motivi di contrasto sono nati tra Brasile e Cina. Ma anche la presidente del Messico diserterà il vertice. Mentre Erdogan non nasconde l’insoddisfazione per il ruolo marginale che è stato riservato alla Turchia. Per non parlare della delusione iraniana di fronte all’indifferenza russa per l’aggressione di Israele e Stati Uniti.

Il problema, in fondo, è uno solo: la mancanza di coraggio. Non soltanto quello nei confronti di una corte penale priva di credibilità sin dai tempi della guerra nell’ex Jugoslavia. Ma anche, e soprattutto, nei confronti dell’arroganza occidentale, del doppiopesismo come imposizione del modello di Washington e Tel Aviv. La mancanza di coraggio di fronte al genocidio a Gaza, di fronte ai ricatti dei dazi. La mancanza di coraggio di fronte alle menzogne di una disinformazione iper controllata dalle solite lobby, di fronte all’imposizione del politicamente corretto. La mancanza di coraggio nel creare un’alternativa che sia economica ma anche culturale, valoriale. Nell’investire su un soft power efficace.

E senza coraggio, il rischio di implosione cresce progressivamente e rapidamente.

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