La minaccia yemenita

1 Agosto 2025

 

 

Yemen. Il generale di brigata Saree appare estremamente deciso. Le forze armate yemenite non permetteranno più il transito di alcuna nave mercantile destinata a passare, poi, per il mare e il territorio israeliano. E questo indipendentemente dal carico, dalla destinazione e dalla bandiera.

 

Perché è ormai chiaro, per Saree, che la guerra ad oltranza di Israele contro i “fratelli” palestinesi, significa guerra con tutto il mondo arabo. Che non può e non deve accettare, supino, ciò che sta avvenendo a Gaza. Ovvero una, sistematica, pulizia etnica.

Ora, la minaccia di Saree andrebbe presa molto sul serio. Anche se il generale rappresenta una delle due fazioni in cui si è spezzato l’esercito yemenita. Ovvero quella che appoggia gli Houthi, gli Sciiti pentesimani, da tempo in lotta contro i sunniti sostenuti dall’Arabia Saudita e dalla coalizione del Golfo.

 

Un conflitto che va ben oltre i, pur cruciali, limiti della penisola arabica. E coinvolge, da un lato, l’Iran, divenuto roccaforte per tutti gli Sciiti, indipendentemente dalle loro, diverse, spesso diversissime, derivazioni.

 

Come nel caso degli Houthi. Che sono “pentesimani”. Ovvero seguono la tradizione del Quinto Imam. E presentano delle forme rituali non distanti da quelle comuni ai sunniti.

 

Dall’altro lato, dietro ai Sauditi, si stagliano gli USA. Che appoggiano l’ormai più che decennale tentativo di strappare buona parte dello Yemen al controllo iraniano.

 

In sostanza, una guerra locale, causata da ragioni storiche e religiose particolari. Ma che è divenuta terreno di confronto per potenze che agiscono e si muovono in ben altre dimensioni.

Quindi un altro episodio di quella Guerra Mondiale asimmetrica che appare ormai da tempo, a chi osservi attentamente un planisfero, essere in atto.

Tuttavia la forza degli Houthi e della fazione dell’esercito yemenita cui appartiene il generale Saree, è notevole. Come ha dimostrato, appunto, resistendo per anni al tentativo saudita di conquista.

Tanto notevole da divenire un’autentica minaccia per i traffici commerciali internazionali.

 

Perché la minaccia di Saree va presa sul serio. Temendamente sul serio. E già molte Company di trasporto internazionale hanno cominciato a deviare i loro cargo per altra rotta. Ovvero spingendoli alla lunga, e onerosa, circumnavigazione dell’Africa. Il che, naturalmente, comporterà a breve un notevole aumento dei prezzi di tutte le merci trasportate. Dal petrolio sino agli alimentari.

 

Oggi è, di fatto, impossibile, anzi addirittura impensabile guardare a un conflitto regionale come ad un’entità separata dal contesto globale.

 

Quella in Yemen, certo, è una guerra annosa e dalle radici antiche. Ma le alleanze, e gli interessi in gioco, vanno molto al di là di queste.

 

Finiscono, inevitabilmente, per influenzare le nostre vite. E condizionarle in modo estremamente pesante.

 

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