La moglie di Cesare

4 Luglio 2024

 

 

Dopo la figura, penosa e preoccupante, nel primo confronto con Trump, Joe Biden si è presentato ad un raduno di democratico. Dove non ricordo, e neppure mi importa.

Lì abbiamo assistito ad un discorso appassionato, al tentativo di suscitare entusiasmo tra supporter ed attivisti. Ad un veemente attacco a Trump, definito minaccia per la democrazia…

Insomma tutt’altra musica. Solo che, a suonarla, non è stato Biden. Nonno Joe se ne è restato tutto il tempo (o quasi) a lato del microfono. Immobile. Con espressione attonita. Ogni tanto si girava. Forse cercando un amico immaginario. Forse chiedendosi: ma che ci faccio qui?

 

A dirigere lo show, ad esibirsi in una scatenata performance, a tenere il discorso è stata la moglie, Jill…anche se sui nostri Media si è parlato di un Biden rinato.

Quando la cortigianeria sconfina ben oltre il limite della stupidità.

Perché basta guardare il video di quel comizio per rendersene conto.

 

Edward Luttwak, con la consueta lucidità, ha fatto notare che, ormai, Biden è solo un Fantasma. Manovrato dalla moglie e da un pugno di cortigiani per le loro ambizioni personali. A costo di portare il Partito Democratico incontro ad un vero e proprio disastro…

A costo, mi permetto di aggiungere, di portare il mondo intero al disastro.

Intanto sono sempre più le voci che si levano fra i Dems per chiedere al Presidente un passo indietro. Buon ultima la, vecchia, Nancy Pelosi, a lungo speaker della Camera, ed esponente dell’area liberal del partito.

 

Ma Biden, si dice, non vuole. O meglio, non può. Non glielo permettono. Soprattutto non glielo permette la moglie, ormai badante e padrona di ciò che resta della sua vita. E di una carriera politica certo non particolarmente limpida. Ma che, comunque, non avrebbe dovuto avere un crepuscolo così squallido.

 

Mi viene in mente Thorton Wilder. Quello straordinario romanzo, “Le Idi di Marzo” che, con l’apparenza di racconto storico, è in realtà una riflessione sulla politica. E sui misteri del potere.

 

Wilder fa dire a Giulio Cesare, non molto prima di cadere sotto i pugnali dei congiurati

“Temo più le matrone che tramano in Roma, che le legioni dei miei nemici sul campo di battaglia”.

 

Il potere nascosto delle…mogli. Che viene esercitato alla massima potenza nell’ombra dei mariti, politici esposti. Spesso solo burattini. Sempre esistito, e che solo di recente – portato del femminismo – tende poi a pretendere le luci della ribalta. Con risultati mediocri, come dimostra la vicenda di Hillary Clinton.

Guardo Biden. Attonito ed intontito. Dietro alla moglie Jill, trionfante, scatenata come una baccante inebriata di potere…

 

E mi viene in mente…Guareschi. Una battuta ne “Il compagno don Camillo”.

 

 

“La moglie è l’oppio dei popoli”.

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