La partita a scacchi

13 Luglio 2026

 

 

Suscita perplessità l’atteggiamento di Vladimir Putin.

Molte perplessità, soprattutto fra coloro, e non sono pochi, che tanto in Russia, quanto in Occidente, vorrebbero una decisiva vittoria di Mosca in Ucraina.

 

Una vittoria tale da chiudere definitivamente il conflitto.

Cancellando l’Ucraina dalle carte geografiche politiche. E riportandola a ciò che è sempre stata storicamente. Una mera terra di confine.

Tuttavia questo esitare dello Zar Vlad mi lascia perplesso. Non ho l’impressione che si tratti di incertezza, di esitazione o, peggio, di confusione.

 

Certo, Putin si comporta, spesso, in modo ambiguo. Ad improvvise accelerazioni, fa seguire momenti di stallo.

Sembra deciso. Poi incerto. Poi nuovamente deciso.

 

Questo spinge addirittura alcuni commentatori a pronosticare una sua prossima fine politica. Una sua sconfitta elettorale, che aprirebbe la strada ad una nuova leadership più decisa.

 

Improbabile. O meglio, assolutamente fantasioso. Significa soltanto una ben scarsa, quasi nulla, conoscenza dell’universo russo. E dei suoi meccanismi di potere.

 

E vi faccio grazia di ancora più fantasiose, e torbide, illazioni sullo stato di salute di Putin. Sono anni che le sentiamo risuonare da bocche che farebbero decisamente meglio a sigillarsi.

 

Piuttosto dovremmo pensare…agli scacchi.

Si, proprio agli scacchi. Perché Putin sa, da buon russo, di stare giocando una partita estremamente difficile.

 

Non con l’Ucraina, però. Quella potrebbe essere già da tempo una pratica archiviata.

Solo che Kiev è la punta dell’iceberg.

Dietro si muove il partito della guerra. Che è partito complesso, una vera e propria Hydra dalle cento teste.

 

E questo partito sta usando Kiev e il pupazzo Zelensky per cercare di avvolgere la Russia in una spirale che la consumi. Fino a portarla alla distruzione.

 

E allora Putin gioca a scacchi.

Quella che, ai più, potrebbe sembrare esitazione, è in realtà strategia.

 

Strategia volta ad annientare le difese ucraine, ma senza aprire il varco ad un intervento occidentale.

Senza permettere che la guerra si dilati e dilaghi.

 

Gioco difficile, certo. Lento, soprattutto. . E tuttavia va ricordato che una delle virtù russe è proprio la pazienza.

 

Non per nulla sono, da sempre, Maestri di scacchi.

Che, va ricordato, è gioco ben diverso dal poker. Che tanto piace agli americani.

 

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