La paura finlandese

4 Novembre 2024

 

Parliamoci chiaro…l’attenzione dei Media, e conseguentemente del grande pubblico, è sempre più concentrata sul Medio Oriente. Gaza, il Libano, l’ombra lunga dell’Iran…sono questi i fantasmi – per la verità molti concreti – che inquietano il panorama dell’informazione occidentale.

 

Però, questo fa passare in secondo piano, addirittura svanire nella nebbia, un dato di fatto, oggettivo, di cui, invece, dovremmo esere coscienti. Perfettamente, e drammaticamente soprattutto, coscienti.

E, invece, continuiamo ad ignorare, in alcuni casi di “vertice” a fingere di ignorare, la guerra con la Russia.

Che non è, come i nostri Media fingono di credere e propagano, una guerricciola fra Russia ed Ucraina. È, invece, un conflitto, estremamente sanguinoso, che coinvolge pienamente tutto il Fronte Occidentale, in sostanza la NATO, e Washington che, oggettivamente, lo ha voluto. Quindi, in buona sostanza, anche noi. Gli italiani, l’Italia… Anche se i nostri vertici politici continuano nella finzione, per altro scadente, che così non sia.

 

Poi, d’improvviso, salta fuori il Ministro degli Esteri finlandese, Elina Vaaltonen. Ministro degli esteri di quella piccola Finlandia che si è, da poco, allineata alla NATO, in barba a tutti i trattati internazionali, che ne sancivano la neutralità. Ed è diventata, in quattro e quattr’otto, la base operativa più avanzata della NATO per atraccare la Russia.

 

E la gentile signorina esprime una preoccupazione. In una intervista al Financial Times, prontamente ripresa dalla Ukraiska Pravda, giornale governativo di Kiev. Ovvero di Zelensky e soci.

 

E cosa dice in questa intervista? Semplicemente (sic!) che Helsinki è molto, davvero molto preoccupata. Perché avverte una stanchezza da parte degli altri paesi europei, ovvero quelli che davvero contano qualcosa, per la guerra in Ucraina. Una stanchezza che si sta traducendo, più o meno sotto traccia, in trattative con Mosca. E in una certa disponibilità ad accettarne le”proposte”. Pur di porre fine al conflitto.

Vediamo di tradurre. Ovviamente semplificando, Cosa di cui, ovviamente, mi scuso anticipatamente.

In buona sostanza le Cancellerie europee si rendono conto che quella in Ucraina è, ormai, una guerra persa. Mosca ha vinto, anche se si continua a fingere che così non sia, continuando ad enfatizzare sui media le pagliacciate di Zelensky.

Alle quali, palesemente, non crede più neppure lui. Tant’è che, da tempo, si è preoccupato di mettere al sicuro all’estero quanto ha lucrato in questi due anni di guerra. E va detto, senza tema di smentita, che è davvero molto.

 

Guerra persa, in parole povere. E, dalla quale, cercare di disincagliarsi il prima possibile. Anche perché incombono, ormai, le Presidenziali statunitensi. E, salvo “strane” sorprese, è assai probabile che, da Gennaio, nello Studio Ovale torni a sedersi Donald Trump. Che non fa mistero di cosa pensi di questa guerra e, in generale, dell’Ucraina. Tornando a stringere antichi rapporti con il vecchio “amico” Putin. E abbandonando l”attuale regime di Kiev al suo destino.

Perciò la piccola Finlandia, che ha vissuto dal ’45 sonnacchiosa e tranquilla, è costretta a preoccuparsi. O meglio, comincia a preoccuparsi, e molto, il suo avventato e garrulo governo. Perché ha stracciati tutti i trattati che ne regolavano la neutralità. E si è schierato, diventando base operativa della NATO.

Proprio di quella NATO che, ora, sembra intenzionata ad uscire dalla guerra.

 

Stanca, e, in buona sostanza, convinta che sia, ormai, una causa persa. Checché vada dicendo Rutte, ormai palesemente sempre meno connesso con la realtà.

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