La politica europea censura Citizen Vigilante. Il problema dei migranti deve essere nascosto

5 Luglio 2026

Citizen Vigilante. Un film già censurato in Germania e che difficilmente arriverà nei cinema italiani. Musk lo ha trasmesso sulla sua piattaforma ed è richiestissimo su Apple TV Store e su Amazon Prime Video. Però, nei circuiti tradizionali non si può vedere poiché non è politicamente corretto. E la politica nei Paesi dell’Unione europea vigila non per tutelare i sudditi dalla criminalità ma per difenderli dai cattivi pensieri: “Quante volte, figliolo?”. E vai con punizione e censura

Il film non è un capolavoro assoluto e riprende, in parte, la logica del Giustiziere della notte, con Charles Bronson. In pratica un cittadino che, a fronte del mancato intervento delle forze dell’ordine, decide di fare giustizia da solo. Questa volta, però, il cittadino vigilante di un non meglio precisato Paese europeo interviene contro la criminalità dei migranti. Non importa se di prima o seconda generazione. E si ritrova a combattere non solo contro i delinquenti ma anche contro la polizia.

È evidente che chi ha prodotto e realizzato il film ha voluto rispondere ad un sentimento di rabbia impotente che cresce un po’ ovunque. Non solo nelle strade di Irlanda e di Londra, non solo negli USA. Non solo in Giappone che rifiuta l’immigrazione anche regolare. Ma anche in Sudafrica dove la popolazione autoctona sta attaccando le comunità di migranti africani. Non tanto i bianchi, come sostiene Trump, ma soprattutto gli africani di altre etnie, arrivati dai Paesi confinanti e anche da più lontano.

Però la politica preferisce ricorrere alla censura invece di affrontare i problemi. E papa Prevost si dedica ai migranti e arriva a Lampedusa, ma non ha mai tempo per andare a visitare i parenti delle vittime dei migranti. Evidentemente vittime di serie B per la Chiesa che scomunica il dissenso. Proprio come la politica che il dissenso lo censura.

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